Il patron della filiale belga dell'UBS è stato interrogato nel quadro di un'inchiesta per evasione fiscale che tocca direttamente la banca. È stato sentito dal giudice istruttore, che, giovedì sera, ha deciso di incriminarlo per "organizzazione criminale, riciclaggio, esercizio illegale della professione di intermediario finanziario in Belgio e frode fiscale grave organizzata". L'interessato, di cittadinanza svizzera, nega ogni addebito e per ora non è incarcerato.
Secondo la procura, UBS negli ultimi dieci anni avrebbe avvicinato numerosi belgi benestanti, proponendo loro l'apertura di conti offshore in Svizzera per sfuggire ai controlli dell'erario. Una pratica analoga a quelle all'origine di vertenze giudiziarie negli Stati Uniti e in Francia in particolare.
L'apertura di un'inchiesta era stata annunciata all'inizio del mese. Delle perquisizioni sono state condotte nella sede di Bruxelles. Miliardi di euro avrebbero lasciato il paese per finire nei forzieri della Confederazione. Inviati dell'istituto di credito, secondo la stampa belga, sarebbero anche giunti dalla Svizzera, nella capitale e a Gand in particolare, per condurre le trattative. La pratica è illegale, in assenza di un'autorizzazione.
"Collaboriamo pienamente con gli inquirenti e non tolleriamo alcuna attività volta ad aggirare gli obblighi fiscali", ha spiegato in una prima reazione l'istituto di credito.
Reuters/pon







