Il G7 si terrà a Evian, in Francia, fra poco più di una settimana e Ginevra sarà al centro del dispositivo di sicurezza: tra frontiere controllate, spazio aereo sorvegliato, delegazioni in transito e una manifestazione anti G7 le sfide sono tante. Per parlarne, al Faro del Telegiornale è intervenuta Monica Bonfanti, comandante della polizia cantonale di Ginevra che tra pochi giorni sarà impegnata a coordinare una parte importante del dispositivo svizzero legato alla sicurezza del vertice.
“Quando si parla di vertice si parla di molte sfide. Prima di tutto gli spostamenti delle delegazioni e dei cittadini. Per noi il G7 non si limita alla manifestazione del 14 giugno, ma è soprattutto un coordinamento con tutti i partner: quelli ginevrini, la polizia vodese e quella vallesana, i partner della Confederazione e della Francia”.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/svizzera/Corteo-anti-G7-a-Ginevra-il-Governo-fissa-il-percorso--3773749.html
Nel 2025 a Ginevra sono state autorizzate oltre 1’500 manifestazioni
A Ginevra, la manifestazione contro il G7 è stata autorizzata, ma soltanto lungo un percorso ben stabilito. In questi casi, per la polizia è più sicuro vietare oppure autorizzare e incanalare? “Questa contestazione avrà luogo qui a Ginevra anche perché è una vetrina molto importante a livello internazionale. Quindi noi, dal punto di vista della polizia diciamo che è meglio a questo punto autorizzare una manifestazione e incanalare”, risponde la capa della polizia cantonale ginevrina, precisando che “dal 12 al 17 giugno raduni, manifestazioni o cortei non sono accettati a Ginevra: la sola possibilità per manifestare è il 14 al pomeriggio”. D’altronde la polizia, precisa la comandante, è abituata alle manifestazioni: nel 2025 in città ne sono state autorizzate più di 1’500.
Ventitré anni dopo il G8 i rischi si sono moltiplicati
Nel 2003 l’ultimo G8 a Evian segnò anche Ginevra. Le manifestazioni contro il vertice portarono scontri, arresti, danni e un lungo dibattito sulla gestione dell’ordine pubblico. Ventitré anni dopo, il G7 torna nella stessa regione. Il contesto però è diverso: i rischi non si limitano più solo alla piazza.
“Il lavoro della polizia è cambiato moltissimo in questi 23 anni”, conferma Monica Bonfanti. “Nel 2003 non si parlava di droni e adesso è uno dei rischi maggiori per questo G7. Ci sono poi i social network: una dimensione che allora non veniva presa in considerazione. Oggi vediamo quotidianamente qui a Ginevra come coi social si possono organizzare raduni e manifestazioni. La polizia non è al corrente e dobbiamo poi intervenire per mantenere l’ordine pubblico. Parlando di terrorismo, abbiamo visto la settimana scorsa quello che è successo a Winterthur. Da vent’anni si parla molto più di terrorismo ed è anche un rischio per questo vertice”.
C’è poi anche il capitolo spionaggio: “Quando ci sono dei vertici e si discute di cose interessanti, che si sia Ginevra o Evian, c’è sempre anche un aumento delle attività di spionaggio”, spiega Bonfanti, “dalle false informazioni, ai deep fake e a quello che si può fare con l’intelligenza artificiale sono dei rischi che erano inesistenti nel 2003. Quello che è successo ventitré anni fa qui a Ginevra ha lasciato una ferita molto profonda. I cittadini se ne ricordano e c’è veramente un’ansia legata a questo vertice del G7”.
Tutto è pronto per ridurre al minimo i disagi
“Noi tentiamo veramente di limitare i disagi qui a Ginevra”, spiega la comandante della polizia cantonale ginevrina, “gli spostamenti dei VIP da Ginevra fino a Evian li facciamo, nel limite del possibile, con l’elicottero. Ma se le delegazioni non vogliono, oppure se le condizioni meteorologiche non lo permettono, dobbiamo andare via terra e quindi siamo obbligati a chiudere l’autostrada che va da Ginevra Aeroporto fino alla dogana di Bardonnex. Quindi, questi sono disagi che vengono ancora aggiungersi a quelli che ci saranno alle dogane”.












