Nessuna sorpresa alle elezioni cantonali bernesi, tenutesi oggi (domenica): i sei candidati al Consiglio di Stato uscenti sono già stati eletti al primo turno. Pure eletta l'esponente dell'Alleanza del Centro, che è così riuscita a mantenere il seggio lasciato libero da Beatrice Simon. La maggioranza rimane dunque nelle mani dei partiti borghesi. La partecipazione è stata del 31,2%.
Con 122'356 voti, il socialista Christoph Ammann (economia) ha ottenuto il miglior risultato, davanti al liberale-radicale Philippe Müller (sicurezza, 121'085 voti), alla verde Christine Häsler (educazione, 120'981 voti), all'UDC Pierre Alain Schnegg (sanità, 117'143 voti) e alla socialista Evi Allemann (giustizia, 115'757 voti).
Astrid Bärtschi, con 109'733 preferenze, è riuscita a conservare il seggio dell'Alleanza del Centro fin qui occupato da Simon (eletta quattro anni fa sulle liste del PBD). Dietro di lei si è piazzato l'UDC Christoph Neuhaus (costruzioni e trasporti) con 103'979 voti.
La sinistra aveva schierato il sindaco socialista di Bienne Erich Fehr per tentare di ribaltare la maggioranza politica del Consiglio di Stato. Invano: il suo risultato (87'765 voti) lo classifica all'ottavo posto e l'esecutivo bernese continuerà ad essere occupato da 2 UDC, 1 PLR, 1 Centro, 2 PS e una Verde.
Questa volta la maggioranza in Governo non è stata determinata dal voto del Giura bernese. Come previsto, il direttore della sanità, Pierre Alain Schnegg, ha battuto il suo unico avversario nella parte francofona del cantone per assicurarsi il seggio garantito alla minoranza dalla costituzione cantonale.
Il granconsigliere autonomista Peter Gasser, che correva nella lista Ensemble Socialiste, ha totalizzato 2689 voti. Il campo rosso-verde aveva rinunciato a presentare candidati per aumentare le possibilità del sindaco di Bienne di accedere all'esecutivo cantonale.
Pure nella parte germanofona del cantone Schnegg ha ampiamente superato il suo avversario francofono, beneficiando probabilmente anche della visibilità ottenuta durante la pandemia. La sua gestione del dossier è stata salutata anche dagli avversari.

Elezioni cantonali, Berna rimane a destra
Telegiornale 27.03.2022, 22:00
Gran Consiglio: perde il PS, vincono ecologisti
Nelle elezioni per il rinnovo del Gran Consiglio bernese il PS perde 6 seggi. Verdi e Verdi liberali ne guadagnano ciascuno 5. Il Parlamento cantonale, che conta 160 poltrone, resta saldamente in mani borghesi. È quanto emerge dai dati ufficiali pubblicati in serata dalla Cancelleria di Stato bernese.
Pur cedendo 2 seggi, l'UDC rimane il più grande partito, con 44 rappresentanti. Seconda forza nel Legislativo resta il PS, con 32 poltrone, mentre al terzo posto salgono i Verdi, con 19. Subito dietro troviamo il PLR con 18 (-2), davanti ai Verdi Liberali con 16. L'alleanza del Centro conserva i suoi 12 seggi, mentre il Partito Evangelico scende a 9 (-1).
L'Unione democratica federale (UDF) guadagna un seggio e si porta a quota 6, mentre il PSA perde uno dei suoi due rappresentanti a vantaggio della lista Ensemble Socialiste. La Sinistra alternativa mantiene il suo seggio a Berna. A Thun, la Bürgerliche Stadt- und Landliste (Lista civica città e campagna) conquista un seggio.






