LA GUERRA IN MEDIO ORIENTE

Blocco di Hormuz e carburante per aerei: “È un problema reale”

Andreas Wittmer, professore all’Università di San Gallo: “La Svizzera ha delle scorte e non si troverà in difficoltà improvvisamente, ma se l’offerta diminuisce, il prezzo è destinato ad aumentare”

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Crisi di Hormuz, prezzi dei biglietti aerei destinati a salire

Telegiornale 15.05.2026, 20:00

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Di: Telegiornale - Giuliano Gasperi / M. Ang. 

La guerra in Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz stanno mettendo a dura prova anche il settore dell’aviazione. Nonostante alcune compagnie aeree stiano facendo sconti su alcune tratte, per incentivare le prenotazioni estive, i prezzi dei biglietti aerei sul medio periodo sono destinati a salire, anche a causa della scarsità di carburante.

Ryanair lo ha detto chiaramente: abbiamo cherosene fino alla fine di maggio. Altre compagnie non hanno fissato dei termini, però stanno riflettendo su tagli di rotte e altre misure. E fra i passeggeri decolla la preoccupazione. “Credo sia importante essere trasparenti e far capire che questa carenza è un problema reale. La Svizzera ha delle scorte e non si troverà in difficoltà improvvisamente, ma una cosa è certa: se l’offerta di carburante diminuisce, il suo prezzo è destinato ad aumentare”, spiega alle telecamere del Telegiornale della RSI, Andreas Wittmer, professore all’Università di San Gallo.

Lo spettro si chiama razionamento del combustibile. Uno scenario raro alle nostre latitudini. “In quel caso starebbe al Governo decidere come usare il carburante. Non solo per l’aviazione, anche per i trasporti terrestri. E se la situazione diventasse critica, bisognerebbe fissare delle priorità e probabilmente alcune rotte verrebbero cancellate”, sottolinea il professor Wittmer.

Meno voli e biglietti più cari: un binomio che ricorda gli anni Ottanta, quando il mercato non era ancora stato stravolto dalle compagnie low cost. “Non credo che torneremo ai prezzi di quarant’anni fa, ma i costi sono in crescita e a lungo termine la vera causa non è la guerra in Iran, ma la questione climatica. Le tasse sull’impatto ambientale aumentano sempre di più, dobbiamo usare carburanti sostenibili e cambiare i nostri comportamenti: tutto ciò chiaramente ha un costo”, spiega Wittmer.

Da capire se questo costo, qualche volta, ci porterà a rinunciare all’aereo, all’idea di poter raggiungere ogni luogo del mondo in tempi ragionevoli. “No, penso che non ci rinunceremo. Ma la domanda potrebbe diminuire se i prezzi diventassero molto alti. In Svizzera oscillano meno rispetto a Paesi vicini come Germania e Austria, anche se mediamente sono già abbastanza alti”, dice Wittmer.

Da capire poi se questa situazione darà un impulso allo sviluppo di velivoli elettrici. “In questo campo vedremo dei grandi progressi, ma non credo che prima del 2050 si potrà decollare usando altre tecnologie. Un aereo rimane in servizio dai 20 ai 35 anni e quelli venduti oggi volano con il cherosene”, sottolinea Wittmer.

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