Il blocco dello stretto di Hormuz preoccupa il settore dell’aviazione anche in Svizzera. Per il momento le riserve di carburante per i velivoli risultano sufficienti, ma la situazione potrebbe cambiare.
Il cherosene è presente in quantità sufficiente e in Svizzera ne arriva ancora abbastanza. Una situazione che potrebbe anche non durare; l’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico nazionale non azzarda però previsioni precise. “Al momento non è possibile fare una valutazione oltre il mese di aprile. Ciò che è chiaro è che le consegne all’Europa saranno ridotte a partire da maggio, il che avrà ovviamente un impatto finale anche sulla Svizzera”, dice ai microfoni di RSF Roland Pfister, delegato all’approvvigionamento economico.
Sei settimane critiche in Europa
Resta da vedere cosa questo significhi in termini concreti. L’Agenzia internazionale dell’energia ha recentemente avvertito che nelle prossime sei settimane il cherosene potrebbe scarseggiare in diversi Paesi europei. “Anche noi stiamo monitorando la situazione con preoccupazione. L’Agenzia internazionale dell’energia ha un occhio di riguardo per il mercato globale. Per la Svizzera, anche le condizioni geografiche hanno un ruolo importante e la situazione qui non è ancora così grave come, ad esempio, lo è già in Asia”, sottolinea Pfister.
Le scorte obbligatorie in Svizzera
In caso di carenza in Svizzera si attinge alle cosiddette scorte obbligatorie. In tutto il Paese ci sono circa 50 depositi dove sono custoditi i beni essenziali in caso di crisi, come benzina, diesel, olio da riscaldamento e, appunto, cherosene. Le scorte di carburante per l’aviazione devono durare tre mesi. “Questi tre mesi sono calcolati a partire dal momento in cui non sarebbe più possibile importare nulla in Svizzera. Se ora c’è una carenza del 25%, le scorte potrebbero durare fino a dodici mesi”, dice Andrea Studer, direttrice di CARBURA (l’organizzazione che gestisce le scorte obbligatorie).
Il cherosene per la Svizzera in gran parte importato dalla Germania
Il cherosene non viene raffinato in Svizzera, ma in gran parte importato per ferrovia dalla Germania. “Il vantaggio per noi è che abbiamo un prodotto finito che viene immagazzinato direttamente presso l’importatore. In caso di crisi, può così essere distribuito rapidamente al consumatore attraverso i canali tradizionali”, spiega Studer.
Nei prossimi giorni dovrebbe essere resa nota la disponibilità di cherosene in Svizzera per il mese di maggio.

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