È arrivata infine anche la versione del professor Francesco Maisano: per la prima volta, l’ex primario di cardiochirurgia dell’ospedale universitario di Zurigo si difende dalle accuse emerse dall’inchiesta amministrativa che aveva portato alla luce, tra le varie cose, un tasso di mortalità sopra la norma durante la sua direzione, tra il 2016 e il 2020. Il chirurgo italiano si è espresso sulle pagine del Fatto Quotidiano e lo ha fatto per difendersi e contrattaccare.
Maisano, che dal 2021 è primario al San Raffaele di Milano, lascia intendere che a Zurigo ci fossero pregiudizi nei suoi confronti in quanto italiano: lui parla di “resistenze culturali” che avrebbero ostacolato la collaborazione. Questa è una delle sue linee di difesa. Anche la RSI aveva cercato invano di contattarlo; ora ecco le sue parole riportate dal Fatto Quotidiano.
Non una vera intervista: Maisano ha risposto al giornale con un documento scritto, senza possibilità di incalzarlo sulle domande scomode. Per esempio quella sul conflitto di interessi, che è uno degli elementi emersi dal rapporto dell’Unispital, assieme alle presunte negligenze e alla gestione caotica del reparto. Conflitto di interessi dovuto al fatto che Maisano deteneva una partecipazione in una società produttrice di dispositivi medici, i Cardioband per la valvola mitrale. Il professore sostiene di aver partecipato a più di 20 progetti di ricerca con l’industria e di aver incassato un compenso in un solo caso, probabilmente proprio quello del Cardioband. Ma al giornale non è stato possibile chiedere chiarimenti.
Maisano: per innovare bisogna assumersi dei rischi
Quanto al tasso di sovrammortalità, Maisano sostiene che non sia dovuto al Cardioband, e sottolinea al tempo stesso come l’innovazione in medicina passi anche da una certa assunzione del rischio: interventi considerati rischiosi dieci anni fa oggi sono diventati routine. Un delicato equilibrio, che sarà anche uno degli elementi su cui dovrà indagare la giustizia in Svizzera, anche per stabilire eventuali risarcimenti alle vittime.
Legato al Radiogiornale delle 12:30 del 15.05.2026









