Il Ministero pubblico della Confederazione ha archiviato a metà luglio l'inchiesta nei confronti dell'ex consigliere nazionale dell'UDC Chistian Miesch e dell'ex ambasciatore a Berlino Thomas Borer, noto per il suo ruolo nella task force sui fondi ebraici in giacenza negli anni '90. Erano indagati l'uno per corruzione passiva e l'altro per corruzione attiva. La società di consulenza di Borer ha confermato la notizia, anticipata dalla Neue Zürcher Zeitung, mentre la procura federale precisa che il decreto di abbandono non è ancora cresciuto in giudicato, un ricorso è ancora possibile.
Christian Miesch ha lasciato il Parlamento in novembre
La vicenda è legata alle attività di lobbismo in Svizzera da parte del Kazakistan. Miesch, allora segretario dell'intergruppo parlamentare elvetico-kazako, era sospettato di aver ricevuto denaro per presentare nel 2015 un'interpellanza nell'interesse delle autorità di Astana. A destare i sospetti era stata una fattura, indirizzata alla Borer Consulting: 4'635 per l'acquisto di un abbonamento generale delle FFS, di cui però Miesch, in quanto deputato, era già in possesso gratuitamente.
PP 12.00 del 30.07.2019 La corrispondenza di Gian Paolo Driussi
RSI Info 30.07.2019, 14:00
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Nel settembre 2018, una prima nella storia svizzera, la competente commissione parlamentare gli aveva revocato l'immunità. A fine novembre Miesch aveva poi lasciato il legislativo. Ha restituito la somma, che, secondo la Borer Consulting, era stata versata per un errore di contabilità. La società in questione denuncia ora "accuse infondate" e una "campagna scandalistica" costruita ad arte dal gruppo Tamedia "su documenti ottenuti illecitamente".





