Il tribunale distrettuale di Thun (BE) ha condannato alla reclusione a vita e all'internamento il 48enne svizzero riconosciuto colpevole, assieme al figlio (all'epoca dei fatti minorenne), del duplice omicidio perpetrato a Spiez nel maggio del 2013: il 53enne direttore di un istituto minorile e la sua compagna di 51 anni vennero brutalmente uccisi con un centinaio di coltellate.
La corte ha pienamente accolto la posizione dell'accusa, secondo cui la motivazione del crimine era legata alla vendetta. L'uomo riteneva infatti che al figlio, all'epoca 16enne, fossero state inflitte punizioni umilianti (come pulire il letto dopo averlo bagnato nel sonno) durante il suo soggiorno nella struttura pedagogica.
Il giovane (oggi 19enne), che parlando con una psichiatra ha accusato il padre, dovrà rispondere delle imputazioni a suo carico di fronte ad un tribunale minorile. Le udienze del suo processo si terranno a porte chiuse. Rischia fino a quattro anni di carcere.
Red.MM/ARi





