“Il segreto professionale va tutelato. L’ha ribadito più volte il Consiglio federale. È una garanzia per la cura dei pazienti ed è una tutela della privacy”. È la reazione di Franco Denti, il presidente dell’Ordine dei medici del canton Ticino, alla mozione, approvata oggi, martedì, dal Nazionale, che chiede di allentare il segreto professionale per far fronte al fenomeno dei ‘certificati compiacenti’.

Piu controlli sui certificati medici
Telegiornale 17.03.2026, 20:00
“Il Consiglio federale più di una volta ha confermato che il fenomeno esiste, ma è marginale”, prosegue Denti, “per cui stupisce questa alzata di scudi. Quando c’è una crisi economica si tira sempre fuori questo tipo di discorso, ma i datori di lavoro hanno già i mezzi per poter controllare: hanno le loro assicurazioni per il salario, medici, fiduciari... E poi c’è il codice penale. Un falso certificato medico è perseguibilmente penalmente; e in più i medici devono attenersi al codice deontologico. Se non vi si attengono, vengono puniti anche economicamente da parte della commissione deontologica”.
Le alternative per venire incontro all’economia? “Il dialogo: tra medici, datori di lavoro e pazienti”, conclude Denti. “In Ticino abbiamo già proposto diversi anni fa un certificato medico dettagliato in cui vi è anche l’attestazione del datore di lavoro, che certifica l’attività svolta dal paziente evidenziando anche possibili alternative. In questo modo il medico può valutare meglio gli ambiti lavorativi. Esempio: se io sono telefonista e ho rotto il polso sinistro, essendo destrorso il mio lavoro lo posso fare. Oppure: se sono muratore, un polso rotto determina un’inabilità al 100%”.






