Dovrà scontare 10 anni di reclusione il 41enne con doppia cittadinanza (svizzera e macedone), accusato di aver cercato di compiere un attentato a Zurigo, nel 2002, contro il giornale albanofono "Bota Sot". Lo ha deciso il Tribunale penale federale di Bellinzona, che ha condannato l'imputato per tentato omicidio. L'accusa chiedeva undici anni di reclusione, mentre la difesa si era battuta per l'assoluzione.
L'uomo era accusato di aver cercato di uccidere i giornalisti della redazione del quotidiano con un pacchetto esplosivo contenente una bomba a mano a frammentazione, nascosta in una fornitura di vino, inviata al caporedattore da un ufficio postale di Zurigo-Oerlikon il 26 settembre 2002.
L'inchiesta ha permesso di stabilire che il meccanismo di detonazione a tempo non si è attivato solo perché il pacchetto era stato aperto lateralmente e non dall'alto.
Gli inquirenti sono riusciti a risalire al 41enne (ben 15 anni dopo i fatti) per puro caso. Nel dicembre 2016, infatti, l'uomo era rimasto coinvolto in una rissa di fronte a un locale di Zurigo: il campione di DNA raccolto in quell'occasione era identico alle tracce trovate sul pacchetto-bomba.
ATS/M. Ang.





