Il Consiglio nazionale ha respinto definitivamente, giovedì, con 147 voti contro 42, il progetto del Consiglio federale volto a proteggere maggiormente i dipendenti che segnalano irregolarità sul posto di lavoro, anche conosciuti come "whistleblower". Secondo la maggioranza, la soluzione proposta è troppo complicata e non offre una reale tutela di chi lancia l'allarme da un possibile licenziamento.
Tenuto conto della raccomandazione della commissione preparatoria che chiedeva la non entrata in materia, il risultato finale era scontato. Il progetto di legge risalente al 2013 è ora stato definitivamente archiviato.
La ministra di giustizia e polizia Karin Keller Sutter ha sottolineato che il testo, approvato dal Consiglio degli Stati, era già stato semplificato rispetto alla versione originale proposta dal Governo e ha pure ricordato che l’OCSE, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, ha rimproverato la Confederazione più volte per non avere alcuna legge che regoli il problema.
Attualmente, spetta ai tribunali decidere ogni volta se la segnalazione di un’irregolarità sul posto di lavoro sia ammissibile oppure no. Una situazione che secondo Keller Sutter lascia chi segnala irregolarità nell’incertezza.
Gli informatori non saranno tutelati
Telegiornale 05.03.2020, 21:00
No a meno protezione per le talpe
Telegiornale 05.03.2020, 13:30






