Decine di milioni di franchi vengono investiti ogni anno nelle campagne politiche in Svizzera e dalla fine del 2023, in occasione delle ultime elezioni federali, partiti, comitati e organizzazioni sono tenuti a dichiarare l’identità dei finanziatori per donazioni superiori ai 15’000 franchi.
Dall’entrata in vigore di queste regole si sono svolte una ventina di campagne, per un investimento complessivo di oltre 130 milioni di franchi. Di questi, circa 61 milioni provengono da contributi il cui autore è identificato nel registro del Controllo federale delle finanze.
Analizzando questi dati, RTS ha identificato quasi 400 donatori diversi, ma una parte rilevante dei fondi arriva da una ristretta cerchia di gruppi di interesse.
Economiesuisse coinvolta in 16 dei 21 oggetti analizzati
Un’organizzazione emerge nettamente su tutte: economiesuisse, l’associazione mantello dell’economia svizzera. Molto attiva, ha investito nelle campagne relative a 16 dei 21 oggetti in votazione analizzati. In totale, le sue donazioni dichiarate raggiungono quasi 11 milioni di franchi, senza contare i contributi versati ai partiti politici al di fuori delle campagne.
“Nel corso di un anno bisogna fare delle scelte sugli oggetti, perché i nostri mezzi non sono illimitati” afferma Cristina Gaggini, direttrice per la Svizzera romanda di economiesuisse. “Spesso dobbiamo impegnarci con decisione per difendere il modello liberale a cui il nostro Paese deve il suo successo”.
Gli importi variano sensibilmente da un oggetto all’altro: quasi 3 milioni di franchi per la campagna contro la 13esima rendita AVS, contro appena 18’500 franchi per la revisione del diritto di locazione.
“Teniamo conto della natura dell’oggetto e della sua complessità: più è complesso, più va spiegato, e questo richiede la mobilitazione di risorse finanziarie importanti”, precisa Gaggini.
Tuttavia, il denaro non basta sempre per vincere una votazione. Nonostante i 2,9 milioni di franchi investiti contro la 13esima rendita AVS, la proposta è stata accettata dalla popolazione. Economiesuisse si trova però spesso nel campo dei vincitori, con dieci successi e sei sconfitte dal 2024.
Aziende invisibili dietro le organizzazioni
I fondi di economiesuisse provengono dai suoi membri, ma per quanto riguarda l’identità delle aziende che contribuiscono di più, Gaggini non entra nel dettaglio: “Si tratta dei settori economici che maggiormente contribuiscono alla prosperità della Svizzera”.
Nel registro ufficiale, le donazioni figurano sotto il nome dell’organizzazione mantello e non sotto quello delle aziende che la finanziano. “Questo permette a donatori molto importanti, a grandi imprese, di non vedere comparire il proprio nome”, spiega lo storico e politologo Pierre Eichenberger, membro dell’Osservatorio delle élite svizzere dell’Università di Losanna.
Il secondo donatore più importante, l’Associazione dei proprietari fondiari (APF), adotta una strategia molto diversa. Ha effettuato donazioni solo in occasione di cinque campagne e la stragrande maggioranza degli 8,7 milioni di franchi investiti è stata destinata a tre oggetti: l’abolizione del valore locativo e le due modifiche del diritto di locazione.
Grosse donazioni sul valore locativo
Con 5,7 milioni di franchi a favore dell’abolizione del valore locativo, il denaro speso dall’APF e dalle sue sezioni rappresentava oltre l’80% dei fondi dichiarati per questa campagna, considerando entrambi i campi, favorevoli e contrari. Si tratta della consultazione più sbilanciata in termini di mezzi finanziari tra quelle analizzate, con il 92% dei fondi andati alla campagna per l’abolizione.
Il massiccio impegno finanziario dell’AFP è stato accompagnato da una vittoria, con l’oggetto che è stato accettato con il 57% di voti favorevoli.
Alle spalle di questi due pesi massimi, che da soli rappresentano circa un terzo di tutte le donazioni nominali, gli importi calano sensibilmente. Il resto della top ten comprende soprattutto organizzazioni ben consolidate della politica svizzera: l’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), l’organizzazione mantello dei medici svizzeri (FMH) con le sue sezioni, nonché Pro Natura.
Una sola miliardaria in classifica
In questa classifica compare una sola persona fisica: la miliardaria Carmita Burkard, erede del gruppo Sika, che aveva in particolare sostenuto i Verdi alle elezioni federali del 2023. In quella campagna sono stati dichiarati circa 850’000 franchi, ai quali si aggiungono 100’000 franchi contro l’ampliamento delle autostrade.
Questo non significa necessariamente che i miliardari si disinteressino della politica svizzera. Il registro mette piuttosto in evidenza i limiti dell’attuale sistema di trasparenza: quando una donazione passa attraverso un’associazione, una fondazione o un comitato di sostegno, l’identità del finanziatore iniziale resta nascosta al pubblico.
Tra queste strutture figura la Fondazione per una politica borghese, attiva nel finanziamento delle campagne dell’UDC e amministrata da persone provenienti dall’entourage dell’ex consigliere federale Christoph Blocher. Undicesimo maggiore donatore nel periodo analizzato, ha versato circa 650’000 franchi, ma l’origine dei fondi rimane sconosciuta.
Manco di trasparenza
La possibilità di occultare una donazione ricorrendo a un’organizzazione terza è stata evidenziata da uno studio commissionato dall’amministrazione federale sulle nuove norme in materia di trasparenza.
Per Urs Thalmann, direttore di Transparency International Svizzera, questa opacità diventa problematica quando i potenziali donatori sono personalità pubbliche: “Nel caso di una figura come Christoph Blocher, noto in tutta la Svizzera per le sue posizioni politiche, i cittadini dovrebbero poter sapere se il denaro proviene dal suo patrimonio privato”.
Quando le associazioni gestiscono la campagna
La precedente classifica dei donatori offre solo un’immagine parziale del ruolo svolto dai gruppi di interesse. Alcune organizzazioni non si limitano infatti a versare fondi a dei comitati, ma gestiscono direttamente le campagne. Nel registro del Controllo federale delle finanze, questi importi figurano quindi come conti di campagna e non come donazioni.
Emergono così altri attori, diversi dei quali si collocano più a sinistra dello spettro politico. In testa alla classifica figurano l’Unione sindacale svizzera (USS), l’Associazione traffico e ambiente (ATA) e l’Associazione svizzera inquilini (ASI). Nei primi cinque posti, che escludono i partiti politici e i comitati creati appositamente per una votazione, si trovano ancora l’Unione svizzera dei contadini (USC) e l’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), già presente tra i maggiori donatori.
Dal momento che si tratta di conti di campagna, la maggior parte di questi importi non proviene in genere direttamente dalle casse di queste associazioni.
L’USS, ad esempio, ha raccolto 2,25 milioni di franchi a sostegno della 13esima rendita AVS. Secondo il registro ufficiale, la stragrande maggioranza di questa somma proveniva da donazioni di privati e di altre organizzazioni. Solo 81’000 franchi sono stati attinti dalle casse dell’USS.
Lo stesso schema si ritrova anche per le cinque organizzazioni, anche se con proporzioni diverse. Così, dei tre milioni di franchi impiegati dall’ATA per combattere l’ampliamento delle autostrade, 711’000 franchi provenivano da fondi propri, ossia poco meno di un quarto delle risorse complessivamente impegnate.
Dati e metodologia
I dati, scaricati il 26 aprile 2026, provengono dal registro del Controllo federale delle finanze. Si tratta delle dichiarazioni dei comitati di campagna e dei partiti politici, che RTS non ha potuto verificare.
Sono stati utilizzati i rendiconti finali, ad eccezione delle votazioni dell’8 marzo scorso, per le quali erano disponibili soltanto i budget.
L’analisi presentata riguarda esclusivamente le donazioni destinate alle campagne federali. Il registro contiene anche gli importi versati ai partiti per il loro funzionamento. Poiché alcune di queste donazioni possono essere dichiarate una seconda volta se impiegate in campagne, non sono state incluse nell’analisi, al fine di evitare qualsiasi rischio di doppio conteggio.









