La canicola delle ultime settimane ha lasciato più di un segno pesante in Svizzera. Secondo l’Ufficio federale di statistica, in una sola settimana di giugno si sono registrati circa 200 decessi in più legati al caldo. Un aumento del 16%, che ha coinvolto soprattutto le persone anziane. La ricerca di refrigerio, però, ha avuto come effetto anche un’impennata degli annegamenti. Tra le vittime figurano anche diversi richiedenti l’asilo, spesso persone che non hanno familiarità con fiumi, laghi e piscine. Per questo, in vari cantoni, alcuni volontari hanno iniziato a organizzare corsi di nuoto pensati proprio per chi è inserito nel sistema dell’accoglienza
Uno di questi corsi si svolge nel canton Turgovia ed è organizzato dalla Croce Rossa turgoviese in collaborazione con la sezione locale della Società svizzera di salvataggio. “L’obiettivo è che dopo 6 lezioni i partecipanti abbiano acquisito le conoscenze di base, insegniamo loro come comportarsi in acqua e vicino all’acqua, e come riconoscere i rischi e pericoli”, spiega Andrea Thörisch, presidente della Società Salvataggio Weinfelden.
I partecipanti sono persone già inserite nel sistema dell’asilo e seguono tutti percorsi di formazione. Per loro il corso è gratuito, mentre gli istruttori prestano la loro opera come volontari. “Sono i partecipanti stessi ad aver chiesto di poter seguire questi corsi. Spesso, nel loro paesi di orgine non hanno fiumi o laghi nelle vicinanze, non hanno mai imparato a nuotare. Da noi invece ci sono corsi d’acqua ovunque”, racconta Priska Schmid, della Croce Rossa sezione Turgovia.
Dalla teoria alla pratica sotto il pelo dell’acqua
Durante le lezioni, i consigli degli istruttori vengono subito messi in pratica. I partecipanti si impegnano al massimo immergendosi, tuffandosi, provando a stare a galla e imparando a muoversi con maggiore sicurezza. “Non so ancora nuotare molto bene, qui ci insegnano cosa fare in piscina e poi nel lago, ci spiegano cosa possiamo fare e cosa invece no”, dice Mahdi, 18 anni, arrivato dall’Afghanistan.
Pazienza e prudenza sono le parole chiave. Gli insegnamenti ricevuti in piscina rappresentano solo un punto di partenza - spiegano i volontari - ma sono fondamentali per sviluppare familiarità con l’acqua e imparare a riconoscere i pericoli. “Molte competenze non possono essere applicate alla lettera nelle acque libere. Molti studi ce lo mostrano. Ma è un inizio, si prende confidenza con questo elemento, è la base necessaria per poter nuotare un giorno anche in fiumi o laghi”, sottolinea Christoph Merki, portavoce della Società svizzera di salvataggio.








