Scienza e Tecnologia

La Svizzera punta a un quadro internazionale essenziale per l’IA

In vista del vertice mondiale di Ginevra, Rösti invoca una regolamentazione minima sotto l’egida dell’ONU e punta a rafforzare il ruolo della Confederazione come polo di innovazione per l’intelligenza artificiale

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La Svizzera sarà il quinto Paese a ospitare vertice sull'IA, dopo il primo incontro nel Regno Unito, poi la Corea del Sud, la Francia e l’India

La Svizzera sarà il quinto Paese a ospitare vertice sull'IA, dopo il primo incontro nel Regno Unito, poi la Corea del Sud, la Francia e l’India

Di: ATS/sdr 

La Svizzera sostiene la necessità di una governance internazionale dell’intelligenza artificiale, ma senza un eccesso di regolamentazione. È la posizione espressa mercoledì dal consigliere federale Albert Rösti a Ginevra, dopo il primo Dialogo mondiale sulla governance dell’IA, svoltosi lunedì e martedì. In vista del vertice mondiale che si terrà nella città lemanica il 21 e 22 giugno del 2027, Rösti ha detto di volere risultati “concreti” e ha definito l’appuntamento un’ “opportunità” per la Svizzera nel confronto tra le grandi potenze.

Una regolamentazione leggera

Secondo il capo del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni, spetta all’ONU proporre una regolamentazione minima dell’IA. Rösti ritiene in particolare che il settore debba dotarsi di un sistema di certificazione delle imprese, fondato sul rispetto delle buone pratiche. A suo giudizio, infatti, non bisogna regolamentare “troppo”, ma creare un quadro essenziale che favorisca lo sviluppo della tecnologia e ne orienti l’utilizzo. Il vertice di giugno, nelle intenzioni della Confederazione, dovrà mostrare la Svizzera come “luogo di innovazione capace di offrire soluzioni a tutti” e come Paese attrattivo per le imprese attive nel campo dell’intelligenza artificiale. Dopo il Regno Unito, la Corea del Sud, la Francia e l’India, la Svizzera sarà il quinto Paese a ospitare questo appuntamento internazionale. Berna inviterà i capi di Stato e di governo di questi Paesi e dei Paesi confinanti.

Spazio ai ministri ed alle imprese

Per gli altri Stati, invece, l’obiettivo sarà soprattutto coinvolgere i ministri competenti in materia di IA, in modo da arrivare a decisioni operative. Anche le imprese saranno chiamate a partecipare, attraverso riunioni parallele dedicate alle applicazioni positive della tecnologia. Il consigliere federale ha chiarito di non volere che il messaggio principale del vertice sia concentrato sulle minacce legate all’intelligenza artificiale.

La Svizzera tra Stati Uniti e Cina

La Svizzera intende valorizzare il proprio ruolo di intermediario neutrale. Rösti ha affermato che il Paese “può dare buoni consigli”, pur riconoscendo il peso dominante di Stati Uniti e Cina, che concentrano circa il 90% delle capacità mondiali nel settore. La comunità internazionale, ha sottolineato, vuole garantire che l’IA possa essere utile a tutti, un obiettivo condiviso anche da Berna. Il consigliere federale ha tuttavia riconosciuto i limiti dell’influenza svizzera. “È chiaro che gli Stati Uniti non aspetteranno ciò che dice la Svizzera per poi seguirci”, ha osservato. Allo stesso tempo, ha rivendicato la forza del Paese sul piano delle imprese e della ricerca, ambiti nei quali, secondo lui, la Svizzera dispone di “molto potere”.

L’allarme ambientale dell’ONU

Durante l’apertura del Dialogo mondiale, il segretario generale dell’ONU António Guterres aveva ribadito l’urgenza di regolamentare rapidamente l’intelligenza artificiale. Aveva inoltre lanciato un allarme sull’impatto ambientale dei centri dati, la cui impronta di carbonio entro il 2030 potrebbe superare quella di ogni singolo Paese, con l’eccezione di cinque. Anche il consumo d’acqua, secondo Guterres, potrebbe diventare paragonabile a quello dell’intera Africa subsahariana.

Rösti ha però precisato che, secondo uno studio recente, questi siti consumano meno elettricità del previsto. Il ministro dell’energia ha ricordato che la Svizzera dovrà conciliare innovazione e neutralità climatica entro il 2050, ma ha indicato come priorità un approvvigionamento elettrico sicuro per il Paese. A suo avviso, la Svizzera resta comunque “competitiva” per le imprese del settore dell’IA. Il consigliere federale si è detto “abbastanza fiero” che la Svizzera sia riuscita a ottenere l’organizzazione del primo Dialogo mondiale sulla governance dell’IA, definendolo una “tappa importante”. Ha ricordato che Ginevra era in competizione con New York per ospitare l’evento. La seconda edizione del Dialogo si terrà negli Stati Uniti nel maggio prossimo.

Riserve sul finanziamento svizzero al Fondo IA

Sul fronte della protezione dei bambini nell’era dell’intelligenza artificiale, la Svizzera non ha per ora aderito alla nuova coalizione presentata martedì a Ginevra da diciassette Paesi e organizzazioni internazionali. Rösti ha spiegato che occorre attendere entro la fine dell’anno il progetto di legge, dopo la consultazione, sulle piattaforme di comunicazione e sui motori di ricerca, che terrà conto anche della protezione dei minori.

Restano inoltre riserve su un eventuale contributo svizzero a un Fondo mondiale per l’IA. Guterres ha annunciato che presenterà prossimamente all’Assemblea generale dell’ONU raccomandazioni per istituire un fondo destinato ad aiutare i Paesi in via di sviluppo a rafforzare le proprie capacità nel settore. Rösti ha detto di avere “riserve” su un finanziamento svizzero, evitando di formulare promesse che non potrebbero essere mantenute.

Il consigliere federale ha ricordato che il Consiglio federale ha appena annunciato tagli all’aiuto allo sviluppo. Inoltre, esistono già fondi internazionali per il clima e la biodiversità: per Rösti, bisogna evitare di disperdere i sostegni.

Legato alla trasmissione RTS 19h30 - Governance dell’IA: il punto di vista di Rachid Guerraoui, professore EPFL
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