Jacques e Jessica Moretti, titolari del bar Le Constellation di Crans-Montana dove a Capodanno è divampato un tragico incendio, sono al centro di una comunicazione di sospetto per possibile riciclaggio di denaro trasmessa alla Procura vallesana.
Transazioni opache, movimenti bancari insoliti, presunta struttura finanziaria criminale con schema di tipo “Ponzi”, possibile riciclaggio di denaro: la comunicazione trasmessa il 24 febbraio al Ministero pubblico del Cantone del Vallese dall’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS), un’entità dipendente da Fedpol, è particolarmente grave.
Questo documento, che la cellula investigativa della RTS ha potuto consultare, fa seguito a comunicazioni di sospetto trasmesse al MROS da intermediari finanziari di tipo bancario, come previsto dalla legge in questo tipo di situazioni. Sono interessate due banche in rapporto commerciale con i Moretti: la Banca Cantonale Vallesana (BCVS) e UBS, in qualità di subentrante dell’ex Credit Suisse. Un collegamento con la Francia, dove i Moretti dispongono di diversi beni immobili e imprese, non può essere escluso, avverte l’organo della polizia federale.
Centinaia di migliaia di franchi
In questo documento di 15 pagine compaiono ipoteche, leasing, aiuti pubblici, attività conformi e altre più sospette, come prestiti non giustificati o rimborsi privi di prestiti iniziali. L’MROS mette in discussione in particolare i numerosi trasferimenti di fondi tra le varie società detenute dalla coppia, per la quale vale però la presunzione d’innocenza.
Le somme in gioco raggiungono le centinaia di migliaia di franchi: “Questo modo di operare, trasferendo fondi tra le varie entità commerciali detenute dalla coppia Moretti, sembra essere un modus operandi che fa pensare a conti di transito”, scrive l’autorità di lotta al riciclaggio. Il conto di transito o “conto rimbalzo” designa i conti utilizzati per rendere più complessa la tracciabilità dei fondi.
Documenti falsi?
L’MROS ritiene inoltre possibile che Jacques Moretti abbia utilizzato documenti falsi come garanzie in Svizzera e considera che i principali problemi riscontrati, oltre al riciclaggio di denaro, potrebbero essere costitutivi di amministrazione infedele, falsità in documenti o ancora truffa in materia assicurativa, con riferimento ad almeno un incendio in uno degli esercizi della coppia, Le Vieux Chalet.
La polizia federale fa inoltre riferimento ai creditori sollecitati dai Moretti per finanziare le loro attività, tra cui un intermediario vallesano già menzionato dalla RTS il 15 febbraio scorso in un’inchiesta giornalistica alla quale MROS si riferisce nella propria comunicazione.
Nella lista figura anche l’azionista di una società svizzera di orologeria di lusso, con crediti concessi ai Moretti da lui stesso o tramite società a lui collegate, per un importo superiore a 200’000 franchi.
L’avvocato difensore: “L’MROS non è un’autorità di perseguimento penale”
Descritto come il figlio adottivo di Jacques Moretti, JM G. compare anch’egli in questo documento, che esamina brevemente le sue attività. Il suo ruolo, tramite una delle società dei Moretti, Le Vieux Chalet, potrebbe essere più rilevante di quanto dichiarato e “visti i legami del passato con Jacques Moretti risalenti alla sua epoca in Corsica, non si può escludere che certi affari legati al banditismo corso attribuiti a Jacques Moretti possano in qualche modo coinvolgere anche Jean-Marc G.”, scrive l’MROS.
Per l’avvocato Patrick Michod, legale di Jacques Moretti e interpellato da RTS, da questo documento non vi è alcuna conclusione da trarre, in questa fase: “Tengo a sottolineare che l’MROS non è in alcun modo un’autorità di perseguimento penale, e che in pratica una percentuale molto bassa delle sue denunce sfocia in una condanna”.

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Telegiornale 09.03.2026, 20:00
La palla passa al Ministero pubblico
Interpellato nel Telegiornale delle 19h30 della RTS, Romain Jordan, avvocato di diverse famiglie di vittime, ritiene al contrario che questo documento rivesta tutta la sua importanza nella procedura in corso: “Non si tratta certamente di un fatto irrilevante e spetterà al Ministero pubblico fare chiarezza sui diversi elementi relativi alle possibili transazioni di fondi, movimenti di fondi, in particolare dall’estero, che sono stati segnalati dagli istituti bancari interessati”.
Il Ministero pubblico vallesano deve ora decidere il seguito da dare a questa comunicazione dell’autorità federale di lotta al riciclaggio.






