L’attuale vicecapo del Servizio di sicurezza pubblica del comune di Crans-Montana si è presentato martedì mattina poco prima delle 8.30 accompagnato dal suo avvocato al campus Energypolis di Sion, dove si svolgono le audizioni nell’ambito dell’inchiesta sull’incendio della notte di Capodanno che ha causato 41 morti e oltre un centinaio di feriti. L’interrogatorio precede quello di Jean-Claude Savoy, ex sindaco di Chermignon tra il 2009 e il 2016 (prima della fusione da cui è nato Crans-Montana), atteso per mercoledì, e segue quello lunedì di Patrick Clivaz, l’attuale capo del dicastero incaricato della sicurezza.

Crans-Montana: interrogato Patrick Clivaz
Telegiornale 11.05.2026, 12:30
Il municipale è stato interrogato lunedì per dodici ore, come scrive RTS. Ha contestato di essere stato a conoscenza delle carenze nei controlli di sicurezza degli esercizi pubblici. Il suo interrogatorio è iniziato lunedì alle 9 e si è concluso alle 21. Un interrogatorio maratona, uno in più in questa istruttoria penale condotta da tre procuratrici.
All’uscita, diversi avvocati di famiglie di vittime hanno fatto fatica a nascondere la loro frustrazione, a volte la loro esasperazione. “Purtroppo la storia si ripete interrogatorio dopo interrogatorio. Abbiamo a che fare con una specie di piccola casta che si mantiene in posti di responsabilità in questo Comune e che non è sincera. Le famiglie delle vittime attendono alcuni elementi di verità che potrebbero permettere di andare avanti”, confida l’avvocato Christophe de Galembert, che difende diverse famiglie. L’avvocato aggiunge che Patrick Clivaz “scarica le responsabilità” e che “la cosa è estenuante”.
“La stessa solfa”
Davanti alla RTS e a Canal 9, i due soli media presenti lunedì sera a Sion, l’avvocato Alain Viscolo, che difende anche lui delle vittime, ha tenuto un discorso altrettanto duro nei confronti dell’imputato.

Il municipale Patrick Clivaz
“Ogni volta che un membro dell’autorità comunale viene sentito, è la stessa solfa. L’interrogatorio di Patrick Clivaz è un copia e incolla dell’interrogatorio del presidente del Comune di Crans-Montana Nicolas Féraud. Dice: ‘Non sapevo che c’erano carenze nei controlli, quindi non potevo porvi rimedio’. Ma è un po’ debole come difesa”, stima l’avvocato Viscolo.
“Non si assume le responsabilità”
Come risulta da fonti incrociate, Patrick Clivaz, in carica dal 1° gennaio 2025, ha affermato di non essere al corrente delle carenze nei controlli di sicurezza degli esercizi pubblici della stazione.
Come si ricorda, la legge prevede visite annuali nei bar, ma era applicata solo parzialmente a Crans-Montana. Gli ultimi controlli di sicurezza al “Le Constellation” risalivano così al 2019.
“Patrick Clivaz non ha risposto in modo chiaro. Ho la sensazione che non si assuma responsabilità per i fatti che gli vengono contestati, per le carenze all’interno del servizio che dirige”, stima l’avvocato Gilles-Antoine Hofstetter, avvocato di parti civili.
Contraddizioni
Al termine del suo interrogatorio, l’imputato non ha voluto rispondere alle domande dei giornalisti. Ha lasciato questa responsabilità alla sua avvocata.
“Il mio cliente è molto stanco, ma è felice di aver collaborato con la giustizia nel modo più chiaro e trasparente possibile”, ha confidato l’avvocata Charlotte Dayer. La legale non si è dilungata tuttavia sulle dichiarazioni del suo cliente. Non si è pronunciata sulla questione delle carenze nei controlli di sicurezza al “Le Constellation”.
In ogni caso, le dichiarazioni di Patrick Clivaz su questo punto sono in contraddizione con quelle del responsabile del Servizio di sicurezza pubblica, anche lui sentito come imputato dalle procuratrici. Durante il suo interrogatorio, questo dipendente comunale aveva affermato di aver evocato con lui la mancanza di risorse per effettuare i controlli annuali richiesti dalla legge. Chi dice la verità? “Non mi pronuncio su questo punto”, ha risposto l’avvocata.
“Nessuna strategia comune”
L’avvocata Dayer contesta anche qualsiasi concertazione tra Nicolas Féraud e Patrick Clivaz per presentare una versione comune davanti alle magistrate. “Se i due interrogatori coincidono, è perché sono conformi alla realtà dei fatti. Non c’è nessuna strategia comune. Il signor Clivaz difende i suoi interessi e il Comune di Crans-Montana difende i propri”.
Rimpatriati i pazienti svizzeri che erano curati all’estero
Sono tutte state rimpatriate le persone residenti in Svizzera ferite nell’incendio di Capodanno e che erano state ricoverate all’estero, ha intanto annunciato martedì l’Ufficio federale della protezione della popolazione. A partire dal 2 gennaio, scrive l’UFPP, 38 vittime dell’incendio erano state trasferite da ospedali svizzeri a cliniche specializzate in Belgio, Germania, Francia e Italia. Ora, precisa l’ufficio, le 22 persone che hanno il loro centro di vita in Svizzera hanno potuto far rientro nella Confederazione grazie al lavoro di un comitato di coordinamento che ha così concluso il suo compito ed è stato sciolto.
Per tutti i pazienti rimpatriati, precisa ancora l’UFPP, è stato possibile garantire un posto con l’assistenza medica necessaria, principalmente alla clinica SUVA di Sion. L’offerta comprende anche servizi di supporto psicologico.









