Dopo la tragedia di Crans-Montana, in Vallese i responsabili della sicurezza dei Comuni sono preoccupati e hanno inviato 270 domande e osservazioni al Cantone. I colleghi della RTS hanno visionato anche le risposte delle autorità. Fra i timori emersi, spiccano quelli legati ai luoghi di culto: in molte chiese le porte non rispettano le norme antincendio. Mancano maniglie di sicurezza, si aprono nel senso sbagliato o restano chiuse a chiave. Una situazione intollerabile per l’Ufficio cantonale del fuoco. Questo non significa che portoni pesanti e spesso centenari verranno sostituiti: piuttosto, nei momenti di forte affluenza, come le celebrazioni, si dovrà garantire che vengano lasciati spalancati.
Sollevata anche la questione delle porte dei locali pubblici, di larghezza inferiore ai 90 centimetri prescritti in molti edifici esistenti. Per gli stabili già costruiti, può esserci tolleranza, ma bisogna valutare se in caso di emergenza la sicurezza delle persone sia garantita. Questa zona grigia inquieta i responsabili comunali, che vorrebbero regole uguali per tutti.
Il Cantone scarica un onere sui Comuni, ma chi fa i controlli si assume anche una responsabilità penale individuale, come a Crans-Montana, dove due periti comunali sono stati interrogati in veste di indagati. Si ipotizza quindi di rafforzare la formazione, sostituendo corsi di pochi giorni con il brevetto federale di specialista in protezione antincendio, che richiede tuttavia dei mesi.










