“Jessica mi disse di fare delle fotografie e il video allo show con le candele pirotecniche”. Lo ha raccontato agli inquirenti che indagano sulle cause dell’incendio del bar “Le Constellation” di Capodanno a Crans-Montana la giovane fotografa e videomaker del locale.
La ragazza, dopo essere rimasta in coma per settimane, è sopravvissuta alla tragedia. Oggi 18enne, ha raccontato che non era dipendente dei coniugi Jacques e Jessica Moretti ma che collaborava con loro solo saltuariamente. Inoltre ha riferito di non aver ricevuto indicazioni sulle misure di sicurezza del locale.
“Jessica disse a Cyane di salire sulle spalle del collega”
“Jessica - ha spiegato - disse a Cyane (la cameriera col casco che ha dato origine all’incendio, ndr) di salire sulle spalle del collega”. E “dopo l’incendio - ha aggiunto - fuori dal locale ho visto Jessica che piangeva, ma non l’ho vista prestare soccorsi o dare indicazioni ai feriti che stavano uscendo dal Constellation”. La giovane ha inoltre confermato la presenza nel discobar di numerosi minorenni, anche con meno di 16 anni, in violazione alla legge.
Una procedura complessa
L’interrogatorio – come riportato dall’agenzia ANSA - si è svolto mercoledì in concomitanza con la prima riunione operativa nella sede della procura del Canton Vallese tra i PM della Procura di Roma e i magistrati di Sion, nell’ambito della missione italiana organizzata per selezionare gli atti dell’indagine svizzera sul rogo del “Le Constellation” a Crans-Montana.
Questo team investigativo avrà accesso “a tutti i documenti del fascicolo, che ammonta a diverse migliaia di pagine”, ha spiegato Beatrice Pilloud, procuratrice generale del Canton del Vallese. Potranno selezionarli e consultarli, “ma non farne copie”, ha precisato ai microfoni di RTS.
La trasmissione dei documenti ai PM italiani ha avuto il via libera dalle autorità, ma è rallentata dalle necessarie notifiche ad ogni persona citata, che può opporsi richiedendo una decisione del Tribunale federale.
Queste carte - ricordiamo - sono utili al procedimento aperto dai magistrati della vicina Penisola sulla strage in cui sono morte 41 persone, tra cui sei giovani italiani.

Gli investigatori italiani arrivano a Crans-Montana
SEIDISERA 25.03.2026, 18:00
Contenuto audio
Feriti in calo
Contattata giovedì dall’agenzia Keystone-ATS, la Rete nazionale di medicina delle catastrofi KATAMED ha fatto il punto sui feriti, in relazione al dramma di Capodanno.
Sono ancora 41 – su un totale di 115 - i feriti nell’incendio che sono tutt’ora curati in Svizzera o nell’Unione europea. Il numero, negli ultimi quindici giorni, è sceso di quattro unità.
Al momento tredici feriti si trovano ricoverati in Svizzera. In Romandia ce ne sono 6 (-1 rispetto a due settimane fa), nella Svizzera tedesca 7 (+1).
Meno svizzeri all’estero
Sei persone vittime di ustioni sono curate in centri di riabilitazione della SUVA. Cinque si trovano a Sion (-1) e una a Bellikon nel canton Argovia.
Ventidue pazienti si trovano poi all’estero (-3). Fra questi, sei sono cittadini svizzeri (-2) e quattro sono stranieri domiciliati nella Confederazione (-1).
Fra i 22 feriti all’estero, 11 sono in Francia (-1), 3 in Germania (-1) e 8 in Italia (-1). Non c’è invece più nessuno nei nosocomi del Belgio, con l’ultimo paziente che è stato rimpatriato in Svizzera.
Nove persone sotto inchiesta
Al momento sono nove i profili iscritti nel registro degli indagati in Svizzera. Tra questi figurano:
-Jacques Moretti e Jessica Moretti: i proprietari e gestori del locale, indagati per omicidio, incendio e lesioni colpose.
-Nicolas Féraud: il sindaco di Crans-Montana è indagato nell’ambito dell’allargamento dell’inchiesta sui mancati controlli di sicurezza della struttura.
-Sei figure tecniche: l’elenco include i responsabili della sicurezza attuali e passati e altri funzionari e tecnici comunali coinvolti nelle ispezioni dell’edificio.










