Svizzera

Credit Suisse: quando parlavano gli esperti...

Oggi, il crollo della banca. Ieri, le rassicurazioni sul sistema da parte di alcuni docenti universitari: le stesse che un portale d'informazione ha pensato di riproporre

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  • 24 June 2023, 04:04
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Discorsi di ieri e realtà di questi giorni

Discorsi di ieri e realtà di questi giorni

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Di:ATS/ARi

Vicenda Credit Suisse: mentre si intensificano le critiche al management della banca e ai controllori della Finma, che ne è degli esperti? È l'interrogativo che si è posto il portale d'informazione Infosperber: questa testata è quindi andata a riprendere le affermazioni passate di due importanti esperti di economia, uno dei quali è stato a lungo responsabile della Direzione della politica economica presso la Segreteria di stato dell'economia (Seco).

Quest'ultimo è Aymo Brunetti, docente all'Università di Berna, che sulle colonne del Tages-Anzeiger, circa 5 anni fa, aveva così affermato: "Per le grandi banche UBS e CS, il problema 'too big to fail' è stato fortemente limitato. Possono fallire senza trascinare nel baratro l'intera economia (...) Tecnicamente, per le grandi banche dovrebbe presto essere tutto a posto, in modo che non abbiano più bisogno di essere salvate" (01.09.2018)

Quindi le considerazioni di Tobias Straumann, docente all'Università di Zurigo, che lo scorso anno alla stessa testata dichiarava: "Nel caso delle banche, si è riusciti abbastanza bene a trarre le conseguenze per il quadro economico, anche se si potrebbe tranquillamente inasprire i requisiti per le riserve". (09.10.2022)

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Ancora Aymo Brunetti, nello stesso periodo, osservava sul St. Galler Tagblatt: "Ci troviamo in una situazione fondamentalmente diversa rispetto al 2008: le banche di importanza sistemica sono oggi molto più resistenti grazie alla regolamentazione legale. E c'è un piano di salvataggio per le parti di importanza sistemica in caso di fallimento (...) Quindi lo Stato non deve intervenire di nuovo". (10.10.2022)

Tornando a Straumann, due giorni prima del collasso di CS, e dopo che la BNS aveva parlato di aiuti di liquidità per 50 miliardi di franchi, il professore aveva dichiarato alla NZZ: "Credit Suisse ha finora ricevuto solo aiuti di liquidità a breve termine - un prestito (...) Le regolamentazioni sono state ampliate, abbiamo certamente imparato la lezione (...) Non credo che ci saranno ulteriori regolamentazioni. A differenza di quanto accaduto all'indomani della crisi finanziaria del 2008, non esiste un problema sistemico. Grazie, tra l'altro, alle norme adottate allora". (18.3.2023)

I due esperti sono stati quindi chiamati in causa dal portale circa le loro passate dichiarazioni. Brunetti finora non ha risposto, mentre Straumann ha preso posizione così: "Durante una corsa agli sportelli non si deve gettare olio sul fuoco, soprattutto se non si sa quanto gravi siano i deflussi. Le autorità svizzere ci hanno tenuto all'oscuro, con buone ragioni, per stabilizzare la situazione sino al fine settimana. A mio avviso ulteriori regolamentazioni non servono a nulla. Si dovrebbe finalmente dire alla gente con onestà che le crisi bancarie non si possono prevenire. Prima o poi avremo un problema anche con la nuova UBS. Non abbiamo bisogno di una nuova legge, ma di un piano concreto su come affrontare una futura crisi. Probabilmente UBS dovrà essere nazionalizzata e smembrata".

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