La Svizzera, nel ruolo di presidente di turno dell’OSCE, deve essere non solo neutrale ma “doppiamente imparziale” nella gestione della crisi ucraina. In quanto potenziale paese mediatore, non si allineerà dunque automaticamente alle sanzioni adottate nei confronti della Russia da Unione Europea e Stati Uniti.
“Ci prendiamo il tempo necessario per analizzare la situazione ed esaminare i provvedimenti dei nostri principali partner”, afferma Didier Burkhalter in un’intervista pubblicata dal sito internet della NZZ. Solo quando è l’ONU a deciderne, Berna ha l’obbligo di adeguarsi.
Il Dipartimento degli affari esteri, quello diretto dal presidente della Confederazione, ha confermato che il Governo discuterà nelle prossime settimane dell’opportunità di varare misure contro personalità russe o ucraine. I partiti in proposito sono divisi: contraria l’UDC, favorevoli i Verdi, mentre PS e PLR prendono tempo. Per ora, Berna si è limitata a congelare gli averi di Viktor Ianukovich e dei membri del suo clan.
ATS/pon







