Svizzera

Crollo a Dacca, "ci rifornivamo da loro"

Intanto riaprono le fabbriche di tessili

  • 02.05.2013, 10:39
  • 4 maggio, 12:49
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Il Dipartimento di Stato americano ha ammesso che alcune imprese tessili statunitensi ed europee si sono rifornite presso le fabbriche ospitate nell'edificio crollato alcuni giorni fa a Dacca, capitale del Bangladesh.

"Continueremo a discutere con queste imprese del modo in cui possono migliorare le condizioni di lavoro nel paese", ha aggiunto il portavoce del Ministero degli esteri, Patrick Ventrell.

Fabbriche riaperte

Intanto, tutte le industrie tessili ospitate nel palazzo crollato sono state riaperte, dopo una chiusura di otto giorni, e i dipendenti hanno ripreso a lavorare. Lo ha annunciato oggi Shahidullah Azim, vicepresidente dell'Associazione nazionale dei frabbricanti e degli esportatori di abiti.

Peggiora il bilancio delle vittime

Stando ad un nuovo bilancio, nel crollo - avvenuto il 24 aprile - sono morte almeno 427 persone (per la maggior parte operai tessili) e altre 150 circa risultano ancora disperse sotto le macerie.

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