Il cosiddetto "crowdwork", ovvero il lavoro attraverso una piattaforma digitale, è più diffuso di quanto si creda in Svizzera: riguarda oltre un milione di persone, secondo i dati estrapolati da un sondaggio a livello europeo al quale hanno partecipato 2'000 abitanti della Confederazione, di età compresa fra i 16 e i 70 anni. A tutte queste persone vanno garantiti i relativi diritti e l'accesso alle assicurazioni sociali, avverte Syndicom, che invita lo Stato a mettersi al passo con i tempi a livello legislativo.
Nel dettaglio, un quarto degli interrogati (il 26,15%) trae da questo genere di attività almeno la metà del suo reddito e il 12,5% addirittura tutti i suoi guadagni. Si tratta di 135'000 lavoratori, secondo il sindacato. Il fenomeno è diffuso in modo particolare in Ticino e nell'agglomerato di Zurigo, e non si limita a servizi come i trasporti e le consegne (esempio tipico quello di Uber) ma si estende anche ad ambiti specialistici come quelli legale, informatico o contabile.
Le grandi imprese vi ricorrono per risparmiare su contributi assicurativi e sociali, sostiene Syndicom, scaricando sul saltuario dipendente tutti i rischi.
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