Si fanno meno figli per scelte individuali, ma anche per una sottovalutazione dell’influsso dell’età sulla fertilità. Lo dicono gli autori dello studio dell’università di Zurigo (UZH) sulla denatalità in Svizzera presentato giovedì.
“Nel 1900 la speranza di vita era di 50 anni. Oggi per la donna è di 86 anni. È naturale che tutta l’organizzazione dell’esistenza si sposti in avanti. Verso un’età in cui però avere un figlio diventa più difficile”, dice ai microfoni di Prima Ora Bruno Imthurm. Secondo questo professore emerito di medicina della riproduzione presso l’UZH, “occorrono regole più moderne in materia di procreazione medicalmente assistita, soprattutto per il cosiddetto social freezing, ovvero il congelamento degli ovuli”.

Le curve anagrafiche di chi non vuole avere figli
Social freezing limitato a 10 anni: “È assurdo”
In Svizzera il social freezing è permesso, ma è limitato a dieci anni. “È assurdo”, sostiene l’esperto. “Se una donna preleva degli ovuli a 25 anni, quando è ancora molto fertile, li deve usare entro i 35. In realtà sarebbe molto più sensato poterli utilizzare più tardi, quando la fertilità cala con l’età”.
La popolazione svizzera, sempre stando allo studio, si dice aperta a regole più moderne sia per il congelamento sia per la donazione di ovuli, una pratica che oggi nella Confederazione è ancora vietata. Ma anche nel mondo politico le cose stanno cambiando. “Stiamo procedendo verso la legalizzazione delle donazioni di ovociti”, afferma la consigliera nazionale dei Verdi liberali, Katja Christ. “La Svizzera è uno degli ultimi Paesi in Europa a compiere questo passo. Le Camere federali si sono dette d’accordo. Ora aspettiamo, entro la fine dell’anno, una revisione totale della legge sulla medicina della procreazione che ci permetta di fornire risposte adeguate”.
La “guerre” francese: “Lettera al compimento dei 29 anni”
Regole più moderne, per una genitorialità anche in età più avanzata. Prima Ora, con l’aiuto della corrispondente Annalisa Cappellini, ha raccontato ciò che avviene in Francia, Paese che promuove il congelamento degli ovuli e lo fa gratuitamente per le donne con un’età compresa tra i 29 e i 37 anni.

Annalisa Cappellini racconta la situazione in Francia
“Anche qui la natalità è un tema che preoccupa molto. Si parla di inverno demografico”, dice la giornalista. “Addirittura il presidente Emmanuel Macron aveva parlato di ‘réarmement démographique’, quindi di un riarmo demografico dando l’idea di una guerra contro l’infertilità”. Tra le tante misure prese, ci sono quelle biologiche come il social freezing . “Il governo francese ha scelto un metodo molto semplice, quasi un po’ antiquato, quello di inviare una lettera a tutti i francesi di 29 anni. Lettera in cui si spiega molto semplicemente l’esistenza dell’orologio biologico. Che cosa è e perché, a partire da una certa età, è più difficile avere bambini. Si spiega inoltre il meccanismo del congelamento degli ovociti e si spinge molto anche sulla fecondazione assistita”.
Non solo misure biologiche, ma anche sociali
Gli aspetti biologici sono solo la punta dell’iceberg. “In Francia, come in Svizzera, ci sono tanti francesi che non possono avere figli, ma ci sono anche tanti francesi che non vogliono avere figli o che vogliono avere molti meno figli rispetto a prima. Dunque, in realtà la maggior parte delle misure su cui il governo francese sta lavorando sono prettamente sociali”. Annalisa Cappellini ne cita alcune. “Si parla di allungare ancora di più il congedo parentale. In Francia ci sono due mesi per ogni genitore, si vuole arrivare a un mese in più. Si parla di assegni familiari per il primo figlio, per ogni famiglia. E poi si parla di migliorare i servizi pubblici per la prima e primissima infanzia. In realtà tutti gli economisti francesi sembrano essere unanimi su un punto, ed è che nessun assegno sarà sufficiente a invertire questa tendenza demografica”.

Il confronto tra Svizzera e Francia
Un tema collegato al sistema pensionistico
Il discorso di Macron sul bellicoso rilancio demografico risale al gennaio 2024, ma dopo due anni pare prematuro valutarne gli effetti: “Probabilmente bisognerà lasciar passare ancora un po’ di tempo”. La giornalista ricorda che il tasso di fertilità francese è leggermente superiore alla media europea. “Si parla di 1,5 figli, rispetto a 1,38 delle donne europee (in Svizzera è di 1,29, ndr). Però il numero di nascite continua a calare. Nel 2025 sono nati 644’000 bimbi, 16’000 in meno rispetto all’anno precedente. In realtà la popolazione complessiva rimane stabile, anzi aumenta leggermente, ma solo grazie all’immigrazione. Gli economisti francesi hanno individuato la data del 2037 quando la Francia arriverà al suo picco demografico, dopo di che la curva comincerà a scendere. In Francia si tratta di un tema esplosivo perché rimette in causa tutta la questione del sistema pensionistico. Sarà un argomento da tenere d’occhio durante la campagna per le elezioni presidenziali dell’anno prossimo”, conclude la giornalista.

Nel 2024 in Svizzera, il numero medio di figli per donna è stato di 1,29, il livello più basso dall’inizio delle rilevazioni









