L'attacco israeliano a una base militare a Damasco è "una dichiarazione di guerra" da parte di Tel Aviv.
È quanto ha dichiarato alla CNN il vice ministro degli esteri siriano, Faisal al Mekdad, secondo il quale la Siria potrebbe esercitare ritorsioni "con i suoi modi e con i suoi tempi".
Il Governo siriano, dal canto suo, ha dichiarato che proteggerà il popolo con "tutti i mezzi". "L'attacco israeliano apre la strada a tutte le possibilità", ha sottolineato il ministro dell'Informazione Mahmud al Zubi nel corso di una conferenza stampa, leggendo un comunicato del Consiglio dei ministri.
Missili puntati su Israele
La Siria ha dispiegato batterie di missili puntate verso Israele. Lo affermano "alte" fonti siriane citate dalla televisione Almayadin, emittente iraniana vicina agli Hezbollah che trasmette da Beirut. Secondo le stesse fonti, la Siria ha intenzione di fornire alla "resistenza libanese nuovi armamenti, di ogni genere".
Tel Aviv si prepara al peggio
Due batterie anti-aeree sono state dislocate stamane nel nord di Israele, rispettivamente nella zona di Haifa e in quella di Safed. Lo riferiscono i mezzi di comunicazione israeliani, che collegano questo sviluppo al raid aereo avvenuto nella notte in Siria.
Spazio aereo chiuso
Lo spazio aereo a nord di Israele è stato chiuso al traffico civile, almeno stando a quanto reso noto dalla televisione commerciale israeliana Canale 10. Se la notizia dovesse essere confermata è dal 2006, dall'epoca della guerra in Libano, che Tel Aviv non adottava questo provvedimento.
Mondo arabo in agitazione
Anche il segretario generale della Lega araba, Nabil el Araby, ha condannato il bombardamento ed ha messo in guardia dalle "ricadute di questi raid". In un comunicato, El Araby ha lanciato un appello al Consiglio di sicurezza dell'ONU affinché "intervenga subito per porre fine a questi attacchi".
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