I Governi di nove regioni di frontiera con la Svizzera chiedono al presidente della commissione europea Jean-Claude Jucker di mostrare comprensione nei confronti della Confederazione.
In una lettera inviata nei giorni scorsi a Bruxelles, su iniziativa del land tedesco del Baden-Wuerttemberg, i presidenti di regioni o province esprimo preoccupazione per la disputa in corso sull'equivalenza della Borsa e mettono in guardia da una “spirale negativa” che ridurrebbe le chance di raggiungere a un accordo quadro.
Gli ultimi sviluppi sono "fonte di grande preoccupazione", si legge nella missiva in cui si evita di criticare apertamente la Commissione europea. La Svizzera viene esortata - anche in vista di un trattato - ad attenersi alle intese, poiché il testo del contratto viene definito "onesto ed equilibrato".
Per le regioni italiane il documento, di cui la stampa riporta mercoledì uno stralcio, è stato sottoscritto dalla Val d’Aosta e dalla provincia di Bolzano-Alto Adige. Astenute, per ora, le regioni di Lombardia e Piemonte.
Bruxelles pronta al dialogo ma...
Una lettera, questa, che ha lasciato il segno e alla quale è giunta, puntale, la riposta della Commissione europea che mercoledì ha ribadito: “Noi siamo pronti... Fermo restando che l’accordo non sarà riaperto, la palla è nel campo elvetico”.
“Siamo pronti a chiarire tutto quello che gli svizzeri vogliono”, puntualizzano da Bruxelles, che sulla questione precisano: la porta è aperta, ma per ballare il tango bisogna essere in due.




