Lo specialista, sotto inchiesta per la sottrazione di dati sensibili del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) - i servizi segreti svizzeri - aveva preparato da solo il furto.
Oggi la presidente della commissione della sicurezza del Nazionale, la zurighese Chantal Galladé (PS), ha fatto il punto sullo scandalo che ha investito i servizi di intelligence rossocrociati, scampati per miracolo all'ennesima figuraccia: il furto di dati sensibili da parte di uno dei dipendenti, che ha agito da solo. Lo specialista, che aveva superato l'esame cui sono sottoposti tutti gli impiegati federali che lavorano in ambiti sensibili, soffre di problemi personali, tanto che i servizi competenti erano stati avvisati.
Il caso passa alle commissioni della gestione
Sul dossier, ha precisato la Galladé, non ci saranno ulteriori comunicati da parte della sua commissione. L'incarto passerà alle commissioni della gestione, che - così auspica la deputata zurighese - si "occuperanno anche dei problemi connessi alla sicurezza emersi con questa vicenda". La sua decisione è stata motivata con la volontà di evitare doppioni con le commissioni della gestione delle Camere federali, competenti per la sorveglianza del SIC.








