Il comitato contrario alla nuova legislazione sulla medicina della procreazione, al voto il 5 giugno, ha tenuto a Berna oggi, venerdì, una conferenza stampa nel quale consiglia di respingere il progetto perché va "troppo lontano".
Il gruppo, del quale fanno parte tutte le formazioni politiche tranne il PLR, pensa che ci sia il rischio di "deriva eugenica", vale a dire il perfezionamento artificiale della specie umana attraverso selezioni di caratteri fisici e mentali ritenuti positivi e la rimozione di quelli negativi.
Alcuni parlamentari, che si sono espressi in veste di portavoce, sostengono che non si tratta di rimettere in discussione il principio costituzionale sulla diagnosi preimpianto, ma di rifiutare questa legge d'applicazione che "apre la porta a ogni eccesso, occorre un testo con limiti chiari, come il Governo aveva previsto in origine".
ATS/px
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