È stata rilasciata lunedì su cauzione la dipendente dell'ambasciata svizzera in Sri Lanka, arrestata due settimane fa a Colombo. La donna aveva dichiarato di essere stata rapita a fine novembre e costretta a rivelare informazioni confidenziali. La giustizia locale la accusa invece di avere falsificato le prove in merito all'episodio e di voler screditare il Governo.
Il caso ha provocato una crisi diplomatica fra la Confederazione e il paese asiatico, sfociata poco prima di Natale in una telefonata del consigliere federale Ignazio Cassis al suo omologo ministro degli esteri e nella decisione di Berna di inviare un mediatore sul posto.
La liberazione è stata accolta con sollievo in Svizzera, anche se le autorità di Colombo insistono nel dire di non aver trovato prove di quanto sostenuto dalla donna. Si sospetta che le informazioni strappatele riguardino un alto funzionario di polizia dello Sri Lanka rifugiatosi in Svizzera poco dopo l'elezione del presidente Rajapaksa, su cui indagava per crimini commessi quando era ministro della difesa sotto la presidenza del fratello.





