Il chimico che nel settembre di quattro anni fa ammazzò con una ventina di coltellate la moglie nella loro abitazione di Gland, nel canton Vaud, è stato definitivamente condannato a 12 anni di prigione per assassinio. Il Tribunale federale ha respinto il suo ultimo ricorso, confermando, a sua volta, la sentenza pronunciata in prima istanza.
Il dramma era stato l’ultimo, tragico atto di una perversa spirale legata all’uso e all’abuso di droghe da parte di entrambi i coniugi. I giudici avevano concesso uno sconto di pena riconoscendo che l’uomo, all’epoca dei fatti 47enne, era in preda a deliri di persecuzione: convinto che la consorte volesse avvelenarlo aveva pianificato il delitto.
Diem/ATS






