Si attendono sempre riscontri dall’inchiesta sul tragico incendio in un bar di Crans-Montana, nella notte di Capodanno. Intanto però nuovi interrogativi sovvengono dopo le rivelazioni fatte oggi, lunedì, da RTS.
Dalle stesse emerge che a fine 2025 il gestore aveva presentato una richiesta d’ampliamento del locale per accogliervi ancora più clienti. E il piano prevedeva di eliminare un’uscita laterale della veranda, ripresa più volte nei video che hanno documentato la tragedia. Tale cambiamento, una volta implementato, avrebbe potuto rendere ancora più gravi le conseguenze del rogo. Dalle stesse indagini emergono inoltre dubbi sull’autorizzazione legata a lavori di rinnovo eseguiti nel 2015.
Intanto tutti i 40 morti nel tragico incendio della notte di Capodanno nel locale “Le Constellation” di Crans-Montana sono stati identificati, hanno comunicato domenica sera le autorità. Le persone decedute sono 22 sono cittadini svizzeri, 8 francesi, 6 italiani. Gli altri sono di nazionalità portoghese, belga, turca e romena. Mercoledì pomeriggio in cattedrale a Lugano saranno celebrati i funerali della 15enne vittima che era residente a Castel San Pietro. Identificati lunedì anche gli ultimi 6 feriti. In tutto sono 116 e non 119, è stato precisato, e di questi 33 sono già stati dimessi.
Nel frattempo è anche emerso un video del Capodanno 2020 festeggiato nel bar “Le Constellation”: già allora candele scintillanti venivano applicate a delle bottiglie. E nel registrato si sente un dipendente del locale che invita a prestare attenzione al materiale fonoassorbente presente sul soffitto.
Per quanto riguarda l’inchiesta in corso, la procuratrice generale del Canton Vallese Beatrice Pilloud ha risposto alle critiche sulla presunta lentezza dei lavori, ribadendo la complessità dell’operazione e che “non siamo in una serie televisiva che dura 45 minuti”. Ha inoltre detto che i due gerenti indagati per omicidio colposo non sono stati incarcerati perché non si ritiene che vi sia un rischio di fuga. Oggi, lunedì, in molti cantoni riaprono le scuole. È una ripresa difficile in particolare per le classi dove dei banchi rimarranno vuoti, quelle toccate direttamente o indirettamente dal lutto.
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