Svizzera

“Delle tante situazioni vissute, questa è una delle più difficili”

L’intervista della RSI alla psicologa della polizia cantonale ticinese, Marina Lang, una delle prime professioniste a essere intervenute a Crans-Montana

  • Ieri, 06:56
  • Ieri, 12:45
Fiori e candele per le vittime dell'incendio al bar 'Le Constellation' di Crans-Montana
02:46

SEIDISERA del 03.01.2026, il servizio di Sharon Bernardi

RSI Info 03.01.2026, 22:45

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Di: SEIDISERA - Sharon Bernardi / M. Ang. 

Una tragedia come quella verificatasi a Crans-Montana necessita di un enorme seguito psicologico per le vittime, i familiari ma anche per i soccorritori e il personale curante. I professionisti sul territorio sono decine, fra loro c’è anche la psicologa della polizia cantonale ticinese, Marina Lang. Si trovava in vacanza a Crans-Montana. Ha affiancato le famiglie - in particolare quelle italofone - appena saputo dell’incendio, il primo gennaio, al risveglio.

“Delle tante situazioni che mi sono capitate, questa è una delle più difficili - spiega Marina Lang ai microfoni di SEIDISERA -. È resa ancora più complicata dai tempi di attesa, che evidentemente hanno ragioni tecnico-scientifiche... dobbiamo poi immaginare che ci sono familiari, compresi anche fratelli, sorelle, nonni... persone che magari sono già in difficoltà per motivi loro di salute o per età. E la durata di questo tempo è estremamente difficile psichicamente, perché c’è anche la stanchezza che subentra, difficoltà che subentrano”.

Venerdì è stato detto in conferenza stampa che vengono assistiti notte e giorno, che ogni famiglia ha a disposizione una persona di riferimento. È stato davvero così?

“Potete immaginare che all’inizio (e quindi parliamo della giornata del primo di gennaio), la macchina di sostegno dell’aiuto si mette in moto, quindi nelle prime ore non eravamo tantissimi. Sono però arrivate in grande aiuto le strutture dei care team di vari cantoni e c’è stata un’enorme solidarietà. Oltre al care team vallesano, sono subito giunti in aiuto i team di Friburgo, Neuchâtel, Berna, Vaud; una collegialità molto forte, nonostante siano periodi di feste. Ieri sono giunte anche colleghe della Protezione civile italiana, psicologhe. Ho potuto appurare che stanno facendo un seguito 1 a 1 e quindi direi che la situazione che ho visto è di una presa a carico stretta, familiare”.

Una presa a carico che, visto il dramma, non si potrà concludere né in poche ore né in pochi giorni...

“Quello che avviene con drammi di questa portata è che l’interventistica ha una certa durata, l’aspetto psichico ne ha un’altra, perché i tempi psichici sono lunghi. Sono tempi che passano da fasi molto intense. E questo tempo non si può interrompere dal momento che si ha, per esempio, una comunicazione ufficiale. Si può dire che quello è l’inizio di un altro tempo psichico. Quindi finita l’urgenza, quello che avverrà è che queste persone poi verranno tutte affiancate da specialisti, da colleghi, che faranno un seguito medio-lungo”.

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