Il primo tackle duro è stato quello delle autorità americane che gli hanno impedito martedì di involarsi per gli Stati Uniti con i compagni della Nazionale. Il Mondiale dell’attaccante Breel Embolo è iniziato male per problemi con l’ESTA (Electronic System for Travel Authorization). Ma come funziona questa autorizzazione elettronica richiesta per viaggiare negli Stati Uniti senza visto? E quali possono essere gli impedimenti per ottenerla?
Secondo l’Associazione svizzera di calcio (ASF), poco prima della partenza è arrivata l’informazione che le autorità statunitensi intendono riesaminare l’autorizzazione ESTA di Embolo, fino ad allora valida.
Nel modulo ESTA, con cui si richiede l’ingresso senza visto negli Stati Uniti, c’è una domanda: “È mai stato arrestato o condannato per un reato in cui altre persone hanno subito gravi danni?”. È possibile che sia proprio questa domanda a bloccare attualmente il viaggio del calciatore 29enne verso i Mondiali negli USA. Infatti, da aprile Embolo è stato condannato con sentenza passata in giudicato per minaccia. La vicenda, l’aggressione verbale a due persone, risale al 2018, quando ancora giocava per il Basilea. Se esista un nesso è al momento pura speculazione.
Senza visto negli USA per un massimo di 90 giorni
L’ESTA è il controllo di sicurezza automatizzato per il “Visa Waiver Program” degli USA. Nell’ambito di questo programma, i cittadini di oltre 40 Stati (tra cui la maggior parte dei Paesi dell’UE e la Svizzera) possono entrare negli Stati Uniti senza visto per un massimo di 90 giorni consecutivi.
Per ottenere l’ESTA si compila un modulo online, di solito l’approvazione arriva già dopo poche ore o addirittura minuti, quindi molto più velocemente che con un visto regolare. Una volta ottenuto il via libera dal sistema ESTA, il controllo vale per due anni – in questo periodo si può viaggiare negli Stati Uniti senza visto per un massimo di 90 giorni consecutivi.
Tuttavia questo non dà ancora diritto all’ingresso, la decisione finale spetta sempre ai funzionari che controllano il passaporto all’arrivo.
Quando viene negato l’ESTA
La richiesta ESTA viene respinta quando i requisiti non sono soddisfatti, ad esempio se un passaporto non è valido. Ma viene respinta anche quando il sistema rileva dei rischi: ad esempio, se si è registrati in una banca dati di sicurezza; se in passato si è già superato il periodo di soggiorno consentito negli USA; se le autorità statunitensi sospettano che non si lascerà più il Paese; se si è stati in Paesi come Cuba, Iran o Siria. Oppure, e potrebbe essere il caso di Embolo, se si mette la spunta su “Sì” alla domanda sui precedenti penali. Anche se il rifiuto dipende molto dal tipo di reato.
Anche le autorizzazioni ESTA esistenti e valide possono essere verificate e revocate in qualsiasi momento dalle autorità statunitensi. Gli USA raramente forniscono motivi concreti per il rifiuto o la revoca.
Non esistono dati ufficiali su quante richieste ESTA vengano respinte o quante autorizzazioni di viaggio ESTA valide vengano riesaminate. In generale si presume che i tassi di rifiuto siano molto bassi. Infatti nel “Visa Waiver Program” sono inclusi solo Paesi i cui cittadini nella stragrande maggioranza dei casi non dovrebbero avere problemi.
Davanti al no, resta la “lunga” via del visto
Chi non ottiene l’autorizzazione di viaggio ESTA o a chi viene revocata non può presentare opposizione o ricorso. L’alternativa: richiedere un visto regolare. Questo richiede molto più tempo di una richiesta ESTA. Di norma bisogna recarsi con il proprio passaporto a un appuntamento presso l’Ambasciata USA a Berna, dopodiché il passaporto con il visto viene recapitato, ma il tutto può richiedere diverse settimane.
È molto probabile che nel caso di Breel Embolo si proceda più velocemente. “Siamo ora in contatto con le autorità”, scrive l’ASF.

Nazionale di calcio, Embolo resta a terra
Telegiornale 03.06.2026, 12:30





