Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha confermato venerdì la decisione delle autorità militari di escludere dall’esercito un soldato condannato per discriminazione razziale. La "macchia" era emersa durante un controllo di sicurezza sul milite, che era in vista di una promozione.
Oltre alla condanna risalente al 2005, è risultato dal casellario giudiziale che l’uomo era oggetto di una recente inchiesta per alcuni fatti verificatisi tra il 2012 e il 2013. Per questi ultimi beneficia della presunzione di innocenza ma, secondo il TAF, la nuova indagine penale lascia supporre l’esistenza di sospetti fondati.
Le nuove procedure e la vecchia condanna confermano l'impressione che quest'uomo "cerchi costantemente rapporti conflittuali, abbia tendenza a commettere atti di violenza, adotti comportamenti razzisti e non rispetti le regole giuridiche", viene sottolineato.
ats/ZZ





