“Raoul Weil ha messo il profitto prima della legge”: lo ha affermato ieri, mercoledì, Martin Liechti, testimone chiave dell'accusa nel processo all'ex numero tre di UBS in corso a Fort Lauderdale, in Florida.
Liechti, un tempo responsabile UBS della gestione patrimoniale nelle Americhe e subordinato di Weil, ha raccontato di riunioni nel corso delle quali veniva discussa la necessità di spostare verso la Svizzera i conti di clienti americani ospitati nelle isole Caiman o alle Bahamas, dopo che questi territori avevano firmato accordi fiscali con Washington.
Un altro ex bancario della grande banca, Renzo Gadola, ha sostenuto che meno del 10% dei clienti americani di UBS dichiaravano i loro patrimoni alle autorità tributarie.
Liechti dovrà rispondere alle domande della difesa, che lo accusa di voler ribaltare la responsabilità del suo operato sul superiore. Weil si dichiara infatti innocente. I magistrati sostengono invece che, insieme ad altri dipendenti dell'istituto, ha aiutato 20'000 clienti Usa a nascondere 20 miliardi di dollari.
ATS/CC
RG 07.00 del 24.10.14 - La corrispondenza di Thomas Paggini




