I pannelli fotovoltaici sui nostri tetti funzionano a pieno regime in queste giornate di sole. Eppure l’avanzata dell’energia solare in Svizzera rallenta. L’anno scorso le vendite di pannelli sono diminuite, tanto che gli addetti ai lavori avvertono: senza contromisure gli obiettivi della Confederazione saranno mancati.
L’incertezza pesa infatti anche sui clienti di Walter Sachs, consulente energetico che presiede l’associazione dei produttori di energia indipendenti, sentito dal Radiogiornale. Sachs cita l’esempio dell’agricoltore che ha investito 200’000 franchi per ricoprire di pannelli il tetto della stalla, ma se con le nuove tariffe invece di 10 riceve solo 3 centesimi al kilowattora per l’energia immessa nella rete, l’investimento non rende più. Per Sachs è chiaro: se vogliamo più pannelli, serve più sicurezza per gli investimenti.
Le statistiche dell’Ufficio federale dell’energia parlano di un calo di quasi il 30% delle vendite di impianti fotovoltaici nel 2025, il primo rallentamento dal 2017. Malgrado ciò la quota di elettricità fornita dal solare in Svizzera continua ad aumentare, l’anno scorso copriva quasi il 14% del consumo nazionale. Bene ma non abbastanza, secondo Walter Sachs.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/svizzera/Fotovoltaico-in-frenata-nel-2025-in-Svizzera--3878837.html
“Avanti di questo passo mancheremo nettamente l’obiettivo intermedio della Confederazione di produrre 35 terawattora di energia grazie al solare entro il 2035. Per raggiungerlo - dice - dovremmo installare una potenza di 2,8 gigawatt all’anno, il doppio del ritmo attuale”.
Per l’associazione dei produttori di energia indipendenti servono misure immediate, a cominciare da un aumento della retribuzione unica pagata a chi costruisce un impianto fotovoltaico. Ma servono anche garanzie a medio-lungo termine, un sistema più comprensibile e stabile che permetta di coprire gli investimenti.








