Il Ministero pubblico della Confederazione ha aperto un’inchiesta preliminare sul sorvolo di droni sopra infrastrutture militari svizzere. Lo ha confermato il procuratore generale Stefan Blätter in un’intervista al Sonntagsblick.
Secondo quanto rivelato da un alto funzionario dell’esercito al domenicale, tra le strutture sorvolate ci sarebbe il laboratorio di Spiez, nel Canton Berna. La struttura ha come missione quella di proteggere la Svizzera contro minacce nucleari, biologiche e chimiche. Il Dipartimento della Difesa, per il momento, non conferma né smentisce.
Obiettivo strategico e difese insufficienti
Il laboratorio di Spiez è noto a livello internazionale: ha partecipato alle analisi dopo l’avvelenamento con Novichok dell’agente russo Sergei Skripal e di sua figlia a Salisbury nel 2018. È stato coinvolto anche nelle indagini sulle armi chimiche usate in Siria. Per questo motivo è considerato un obiettivo di alto valore ed è già stato in passato nel mirino di agenti russi.

Spiez (foto), laboratorio sensibile già in passato nel mirino di agenti russi
Gli episodi mostrano che la difesa contro i droni in Svizzera è insufficiente: mancano sistemi adeguati per rilevarli e neutralizzarli, così come manca una base legale moderna.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/svizzera/Svizzera-droni-in-volo-su-un-sito-militare-cresce-l%E2%80%99allarme-per-la-sicurezza--3861869.html
Per Francine Zimmermann, direttrice dell’Ufficio federale dell’aviazione civile, serve una regolamentazione che renda visibili digitalmente tutti gli utenti dello spazio aereo. L’obiettivo è migliorare la sicurezza e individuare tempestivamente attività sospette.
Il nodo delle competenze
Il quadro legale attuale crea però confusione anche sulle competenze: chi deve agire quando viene individuato un drone sospetto? La polizia, l’esercito o Skyguide? E chi deve abbatterlo? Secondo la direttrice Zimmermann, queste domande troveranno presto una risposta grazie a un gruppo di lavoro della Confederazione.







