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A caccia della materia oscura a Sedrun

Il cosmologo svizzero Lucas Lombriser vuole realizzare nell’ex Porta Alpina un esperimento ambizioso: verificare l’esistenza di una delle più grandi incognite dell’universo

  • 45 minuti fa
Lo scienziato grigionese partecipa a importanti progetti internazionali

Lo scienziato grigionese partecipa a importanti progetti internazionali

  • RTR
Di: Adrian Camartin (RTR), articolo originale - sf, adattamento in italiano

L’ex Porta Alpina di Sedrun, inizialmente concepita come stazione ferroviaria sotterranea poi abbandonata, potrebbe avere una nuova vita. Il pozzo, che si estende fino a 800 metri di profondità, offre condizioni particolarmente favorevoli per misurazioni di estrema precisione grazie alla sua posizione isolata e alla ridotta attività sismica della regione.

Secondo Lucas Lombriser, il sito non è solo tecnicamente idoneo, ma presenta caratteristiche uniche nel suo genere. Gli studi già effettuati hanno confermato che la struttura si presta ad accogliere un esperimento di ampia portata.

Lucas Lombriser è un cosmologo svizzero originario dei Grigioni. Dopo gli studi in fisica al Politecnico federale di Zurigo, ha conseguito il dottorato all’Università di Zurigo e ha svolto attività di ricerca nel Regno Unito, tra Portsmouth ed Edimburgo. Oggi è professore alla Scuola universitaria professionale dei Grigioni e professore invitato all’Università di Ginevra. Partecipa a importanti progetti internazionali come Euclid e LISA.

Materia oscura e onde gravitazionali sotto la lente

Al centro delle ricerche di Lombriser vi sono alcuni dei più grandi interrogativi della cosmologia moderna: la materia oscura e le onde gravitazionali. Questi fenomeni sono considerati fondamentali per comprendere l’evoluzione dell’universo e potrebbero avere ricadute anche sul piano pratico.

L’esperimento previsto a Sedrun punta a fornire per la prima volta una prova diretta dell’esistenza della materia oscura, un obiettivo inseguito dalla comunità scientifica internazionale da decenni.

Che cos’è la materia oscura?

La materia oscura è una forma di materia ipotetica e invisibile che, secondo gli scienziati, costituisce gran parte della materia presente nell’universo. Non riflette né assorbe la luce, non emette radiazioni e non può quindi essere osservata direttamente con gli strumenti attuali.

La sua esistenza viene dedotta dagli effetti gravitazionali osservati nel cosmo. La massa della materia visibile, infatti, non sarebbe sufficiente a spiegare il comportamento delle galassie e degli ammassi di galassie, che sembrano essere influenzati da una grande quantità di materia finora non osservabile.

L’idea è di sfruttare il pozzo esistente per costruire un enorme interferometro atomico: una sorta di “orecchio quantistico” capace di ascoltare vibrazioni dell’universo finora inaccessibili.

Atomi raffreddati a temperature estreme e mantenuti in un lungo tubo sotto vuoto fungerebbero da sensori ultra-precisi. Il passaggio di un’onda gravitazionale o l’eventuale interazione con particelle di materia oscura ne altererebbe impercettibilmente il comportamento, lasciando una traccia misurabile.

Grazie alla sua lunghezza e all’isolamento dalle vibrazioni garantito dalla struttura sotterranea della Porta Alpina, l’impianto potrebbe esplorare una gamma di frequenze oggi non coperta da altri strumenti, contribuendo a colmare una lacuna nell’osservazione dell’universo.

L’esperimento spiegato da Lucas Lombriser (Profil, RTR, 04.07.2026, 09:03)

La ricerca fondamentale come impulso all’innovazione

Il cosmologo sottolinea come la ricerca di base sia spesso all’origine di importanti progressi tecnologici. Molte innovazioni oggi d’uso comune, dalle fotocamere digitali a Internet fino all’intelligenza artificiale, si fondano infatti su conoscenze sviluppate nell’ambito della ricerca fondamentale in fisica.

“I metodi che sviluppiamo per la ricerca trovano spesso, in seguito, applicazioni capaci di cambiare la nostra vita” afferma lo scienziato grigionese. Il progetto di Sedrun potrebbe quindi non solo contribuire ad ampliare le conoscenze sull’universo, ma anche favorire future innovazioni con ricadute concrete per la società.

Un progetto di portata globale

Con un costo stimato di 500 milioni di euro, l’esperimento di Sedrun sarebbe sensibilmente meno oneroso rispetto ad altri grandi progetti internazionali, come l’Einstein Telescope o la missione spaziale LISA dell’Agenzia spaziale europea, entrambi valutati attorno ai 2 miliardi di euro.

Se i finanziamenti necessari verranno reperiti e tutti i partner coinvolti, comprese le FFS, daranno il loro via libera, la costruzione potrebbe iniziare all’inizio degli anni 2030. Il progetto ha il potenziale per attirare ricercatori da tutto il mondo nelle Alpi svizzere e trasformare Sedrun in un importante polo della ricerca cosmologica.

Uno sguardo al futuro

Sebbene il progetto sia ancora nelle sue fasi iniziali, Lombriser guarda al futuro con ottimismo. “La scienza vive di visioni” afferma. Se dovesse concretizzarsi, l’esperimento previsto a Sedrun potrebbe contribuire a trasformare la nostra comprensione dell’universo e dei meccanismi che lo governano.

Resta però una domanda fondamentale: che cosa tiene realmente insieme l’universo? Forse la risposta potrebbe arrivare proprio dalle profondità delle Alpi grigionesi.

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