Il Consiglio nazionale ha approvato oggi (martedì) un giro di vite nei confronti di chi ruba, trasmette o vende dati bancari: la pena massima sarà portata a 3 anni di carcere. Il progetto di legge, redatto sulla base di un'iniziativa parlamentare del PLR datata 2010, è stato accolto con 126 voti contro 58 e passa ora all'esame dell'altra Camera, quella dei cantoni.
Contro la proposta si è espressa la sinistra, che ha giudicato le sanzioni troppo severe e l'intera revisione normativa del tutto inutile, visto che anche la Svizzera si adeguerà presto allo scambio automatico di informazioni. Grazie ad esso, sparirà ogni interesse a compiere questo genere di furti, ha sostenuto Susanne Leutenegger-Oberholzer (PS/BL).
"Non è vero", ha replicato a nome del Governo Eveline Widmer-Schlumpf, perché non tutti i paesi concluderanno un simile accordo con la Confederazione.
pon/ATS
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RG 18.30 del 16.09.14 - La corrispondenza di Johnny Canonica








