Il 56% degli svizzeri accetta la decisione della Banca Nazionale Svizzera (BNS) del 15 gennaio scorso di rimuovere il cambio minimo di 1,20 franchi per un euro.
Lo afferma un sondaggio dell’Istituto Gfs. L’esito dell’indagine è relativamente sorprendente ma si spiega con i vantaggi che molti cittadini vedono in un franco forte, come la diminuzione dei prezzi, gli acquisti e le vacanze all’estero meno care. Da notare che in Romandia e nella Svizzera italiana i favorevoli sono meno numerosi.
Gli intervistati auspicano, come proposto dai partiti di centro-destra, un sostegno alla industria di esportazione attraverso agevolazioni fiscali o aiuti mirati per i settori che soffrono maggiormente, come suggerito dalla sinistra.
Red.MM/mas



