Nessun procedimento penale per Charlie Hebdo in Svizzera: la giustizia vallesana ha archiviato la denuncia presentata contro il giornale satirico francese e il suo disegnatore Eric Salch in seguito alla pubblicazione di una vignetta relativa alla tragedia di Crans-Montana, l’incendio in un bar che a Capodanno ha causato 41 morti e 115 feriti.
Nell’ordinanza di non luogo a procedere datata 17 aprile, di cui riferisce oggi l’agenzia francese AFP e che è stata confermata a Keystone-ATS, i magistrati vallesani hanno stabilito che, sebbene la caricatura possa essere qualificata come scioccante, non soddisfa le condizioni per essere considerata una rappresentazione della violenza.
Il disegno incriminato raffigurava due sciatori coperti di bendaggi e con la pelle annerita mentre sfrecciano su una pista con il cartello “Crans-Montana”, accompagnato dalle diciture “I bruciati vanno a sciare” e “La commedia dell’anno”, in riferimento al film comico francese del 1979 “I Bronzi danno il via allo sci”.
L’avvocato vallesano Stéphane Riand e la moglie, scrittrice, Béatrice Riand avevano presentato denuncia all’inizio di gennaio, sostenendo che il disegno costituiva una rappresentazione di violenza “lesiva della dignità umana delle vittime”. La pubblicazione era avvenuta il 9 gennaio, giorno proclamato in Svizzera per lutto nazionale in onore delle vittime dell’incendio.
Secondo il Ministero pubblico vallesano la caricatura è “stilizzata”, “non realistica”, non mostra alcun atto di crudeltà esplicita né una raffigurazione della sofferenza. I magistrati hanno inoltre considerato che, sebbene il momento della pubblicazione abbia potuto “scioccare e offendere”, “lo shock che questa caricatura può produrre non è sufficiente in intensità da risultare dannoso per la psiche” delle vittime e dei testimoni del dramma.
“Un disegno non può essere equiparato a una violenza e bisogna smettere di sostenere il contrario”, ha commentato l’avvocato di Charlie Hebdo Richard Malka, raggiunto dall’AFP. “Un disegno può scioccare, essere considerato di cattivo gusto”, argomenta il legale, “ma in ogni caso bisogna smettere di voler vietare, proibire, censurare tutto ciò che ci scombussola: questo non riguarda affatto la giustizia, ma la coscienza di ciascuno”.

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Telegiornale 14.04.2026, 20:00








