Un secco "no" alla riforma del sistema pensionistico in votazione in settembre è stato proferito sabato dai delegati dell'Unione democratica di centro, raccoltisi a Thun. Approvare il testo significherebbe letteralmente espropriare chi si è costruito il secondo pilastro, con "la gentile collaborazione" del Partito popolar-democratico, che "ora ha deciso di definirsi sociale", ha commentato Thomas Aeschi. Quanto al secondo oggetto su cui il popolo è chiamato a esprimersi, ovvero il decreto sulla sicurezza alimentare, il "sì" ha avuto la meglio piuttosto agevolmente.
I borghesi-democratici, che invece erano a Lucerna, si sono pronunciati allo stesso modo su questo punto, ma all'opposto riferendosi al riordino dell'assicurazione vecchiaia e superstiti: un compromesso indispensabile per sbloccare una situazione immobilizzata da oltre 20 anni, secondo Lorenz Hess.
Anche i verdi, da Berna, si sono accordati sui loro ordini di scuderia: "sì" al controprogetto diretto all'iniziativa per la sicurezza alimentare e "sì" pure -ma lo avevano già detto in aprile"- alla previdenza 2020. Hanno inoltre adottato una risoluzione per chiedere l'adozione rapida di misure di protezione ambientale attraverso una migliore pianificazione del territorio e l'abbandono della mobilità legata alle risorse fossili.
ATS/dg




