All’indomani delle violenze al Cairo che hanno provocato almeno 51 morti e 435 feriti, sono attese martedì in Egitto nuove manifestazioni da parte dei sostenitori del deposto presidente Mohamed Morsi. I Fratelli Musulmani hanno pubblicato la lista delle loro 42 vittime, mentre l’esercito ha comunicato che i soldati deceduti sono tre.
Serio rischio di un'altra Siria
Il timore di molti è che l’Egitto si trasformi in una nuova Siria, il clima nel paese resta di estrema tensione: né da una parte, né dall’altra vi sono segnali di ammorbidimento. Le forze armate hanno ribadito che non tollereranno minacce alla sicurezza nazionale, mentre l’opposizione intende nuovamente manifestare nelle piazze.
L’Unione Europea ha lanciato un appello alla riconciliazione e gli Stati Uniti hanno condannato i proclami alla violenza dei Fratelli Musulmani e invitato l’esercito a evitare ogni eccesso.
Road map di Mansur: elezioni fra sei mesi
Il presidente provvisorio dell’Egitto, Adli Mansur, ha presentato un piano per nuove elezioni da tenersi nel paese, che dovrebbero svolgersi tra l’autunno e l’inverno.
Entro quattro mesi, però, il popolo dovrà esprimersi su una modifica della Costituzione che, dopo l'estromissione di Mohamed Morsi, non è di fatto più valida.
Nelle intenzioni di Mansur, entro il gennaio 2014 dovranno tenersi le nuove elezioni politiche: dopo che il nuovo Parlamento si sarà insediato, potranno essere organizzate anche le nuove elezione presidenziali.
(Red.MM/ afp/ats)
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RG 07.00 Il servizio di Laura Cappon
RSI Info 09.07.2013, 11:22
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