Svizzera

Il Nazionale vuole l’accordo con la Cina

Respinta una proposta che chiedeva di rinviare il testo in governo; il dibattito continua domani mattina

  • 09.12.2013, 20:30
  • 4 maggio, 12:25
Fra i favorevoli all'accordo Consigliere nazionale PLR Christian Lüscher

Fra i favorevoli all'accordo Consigliere nazionale PLR Christian Lüscher

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Il Consiglio nazionale ha respinto - con 130 voti contro 56 - una proposta di minoranza volta a rimandare il testo dell’accordo di libero scambio con la Cina al Consiglio federale. Il dibattito dei punti in dettaglio non è tuttavia terminato e continuerà domani mattina. La Commissione della politica estera del Consiglio Nazionale, con 14 voti contro 6 e due astenuti, aveva suggerito al plenum di approvare l'intesa.

Favorevoli

«Nel 2012, l'export dalla Svizzera verso la Cina ha raggiunto un valore di 7,8 miliardi di franchi (3,7% del totale) e l'import da questo Paese nella Confederazione 10,3 miliardi (5,5% del totale)», ha detto a nome della Commissione Christian Lüscher (PLR/GE). «L'accordo in questione faciliterà l'accesso al mercato cinese e promuoverà una collaborazione bilaterale. Per la Confederazione si tratta di un grande vantaggio concorrenziale rispetto ai Paesi che non hanno alcuna intesa con Pechino», ha aggiunto. Per quel che riguarda i diritti umani, Lüscher ha sottolineato come la Cina stia già effettuando delle importanti riforme, in particolare nel settore della giustizia.

Contrari

«Bisogna rinviare l'accordo al governo», ha invece dichiarato vanamente Carlo Sommaruga (PS/GE). «Non si tratta di bocciare il testo nel suo lato commerciale, ma piuttosto di discutere un trattato parallelo che dia importanza ai diritti umani e del lavoro». La Cina ha diversi problemi in questi settori, «ma l'accordo siglato è fra i più tolleranti mai visti in questi ultimi anni». «I diritti umani non sono nemmeno citati», ha sottolineato. Inoltre, «bisognerebbe limitare gli investimenti ai progetti inseriti in un contesto di sviluppo sostenibile».

Simile la posizione di Jacqueline Fehr (PS/ZH): «dal punto di vista commerciale il trattato è sopravvalutato. Dal punto di vista politico, non vengono citati né i diritti umani né la protezione delle minoranze». Non molto distante la posizione degli oratori dei Verdi.

Red. MM./Ats

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  • RG Notte - Il servizio di Roberto Chiesa

    RSI Info 09.12.2013, 23:15

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    RSI Info 09.12.2013, 23:15

Occhio ai diritti umani

"Trattato di libero scambio fra Svizzera e Cina . E i diritti umani, dove li mettiamo?" .Ne parla il consiglio nazionale e anche Modem domani mattina da Berna con i consiglieri nazionali Carlo Sommaruga ( Ps ), Kathy Ricklin ( ppd ) e gli avvocati Michele Rossi ( camera commercio Ti ) e Paolo Bernasconi (promotore di una petizione per un protocollo aggiuntivo sui diritti umani ). Il programma va in onda come sempre alle 8.25 su Rete Uno.

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