Sono centinaia i ricercatori che hanno preso parte alla missione MOSAIC, la più grande spedizione artica della storia. A bordo della Polarstern c’era anche Martin Schneebeli, dell’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe.
Lasciati i ghiacci artici, è ora tempo del lavoro di ufficio. Come centinaia di altri scienziati, Schneebeli sta analizzando 150 terabyte di dati, una quantità di informazioni senza precedenti sull’Artico.
Nel corso della spedizione sono stati misurati i flussi di calore nell’oceano, nel ghiaccio e nell’atmosfera, rivelando delle differenze che ora devono essere spiegate, sottolinea il ricercatore.
L’obbiettivo della missione era quello di perfezionare i modelli climatici attuali della regione artica, perché quello che succede al Polo Nord può avere conseguenze sulla nostra vita quotidiana. Se il ghiaccio è meno spesso, spiega Schneebeli, l’umidità e il calore nell’atmosfera aumentano e questo potrebbe portare a più precipitazioni in Svizzera.
Le analisi dei ricercatori potrebbero anche avere un influsso sulla politica climatica del futuro, fornendo nuovi dati e scenari da usare come base per prendere nuove decisioni.








