Svizzera

Il nibbio reale conquista i cieli svizzeri

Sempre più presente sull’Altipiano, il grande rapace ha trovato trovato nella Confederazione un habitat ideale

  • 52 minuti fa
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Il Nibbio Reale, il grande rapace dell'altipiano

Telegiornale 09.07.2026, 20:00

Di: Telegiornale - Fabio Storni/YR 

Nella Svizzera tedesca è difficile fare una passeggiata in campagna senza alzare lo sguardo e scorgere, all’orizzonte, la sagoma inconfondibile di un nibbio reale. Con la sua caratteristica coda biforcuta e le lunghe ali sottili, questo rapace è ormai una presenza familiare nei cieli del Paese.

Il nibbio reale può raggiungere un’apertura alare di un metro e sessanta, che lo rende uno dei più grandi rapaci della Svizzera. Una presenza che non passa certo inosservata e che ha attirato l’attenzione di numerosi ricercatori. “Ecologicamente parlando il nibbio reale è quasi come un avvoltoio. Pattuglia i cieli, veleggia alla ricerca di cibo a terra. Possono essere topi, o vermi. Spesso si tratta di animali feriti o morti, ad esempio sul ciglio della strada o nei campi, dopo che un terreno è stato arato o falciato”, afferma Livio Rey, biologo della Stazione ornitologica svizzera.

Non è raro quindi osservare numerosi esemplari concentrati nello stesso luogo. Nel canton Turgovia, ad esempio, si possono vedere decine di nibbi all’opera insieme a cicogne e corvi nei campi appena lavorati, intenti a cercare il cibo riportato alla luce dai mezzi agricoli. In alcune occasioni, il numero di rapaci presenti può superare il centinaio.

La diffusione del nibbio reale interessa in particolare l’Altipiano svizzero, il Giura e la Valle del Rodano. La Svizzera ospita oggi circa il 10% della popolazione mondiale di questa specie, sempre più spesso osservabile anche all’interno dei centri urbani.

Una delle ragioni di questo successo è la capacità del rapace di adattarsi al territorio svizzero., come spiega ancora Livio Rey: “Il paesaggio frammentato, questo mosaico fatto di boschi, campi e insediamenti, gli è congeniale. Aiutano anche l’agricoltura intensiva, con falciature frequenti dei campi, e da ultimo gli inverni più miti, che non lo costringono più a migrare verso sud”.

A partire dagli anni Novanta, il numero delle nidificazioni è aumentato costantemente. Negli ultimi anni, tuttavia, la crescita sembra aver rallentato, lasciando spazio a una fase di stabilizzazione. “La popolazione aumenta finché le condizioni ecologiche sono ideali, finché trova cibo, o spazi per nidificare. Ora pare che sia stato raggiunto un limite. Se non ci saranno grossi cambiamenti, credo che il numero di nibbi reali resterà stabile anche in futuro”, conclude Rey.

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