I sistemi di difesa da attacchi missilistici sono sempre di attualità in Svizzera, in particolare per i loro costi. Pochi giorni fa il Consiglio federale ha comunicato la ripresa dei pagamenti per le batterie statunitensi Patriot, nonostante le enormi incertezze sulla loro fornitura. E al contempo ha ribadito l’intenzione di comprare un secondo sistema di difesa terra-aria a lunga gittata, senza però ancora parlare di costi. Ebbene oggi spunta una prima stima: 5 miliardi di franchi, che - insieme con i rincari per i Patriot - potrebbero portare la spesa a 11 miliardi.
Le informazioni sono state raccolte da Radio SRF e parzialmente confermate dal Dipartimento della Difesa. Per la precisione vengono confermati i 5 miliardi per il secondo sistema antimissili, con la precisazione che si tratta di una stima di pianificazione che include anche munizioni, logistica, addestramento e altre spese correlate.
Il Governo federale vuole un sistema aggiuntivo che a breve-medio termine possa sopperire all’assenza dei Patriot. O che - se questi ultimi dovessero arrivare come previsto - vadano a rafforzare le difese nel medio-lungo periodo. L’Esecutivo sta valutando tre alternative: una prodotta da un consorzio franco-italiano (e ieri il consigliere federale Martin Pfister era a Parigi per parlarne), una sudcoreana e una israeliana.

Il capo degli armamenti Urs Loher e il ministro della Difesa Martin Pfister stanno gestendo miliardi di dollari per la difesa aerea
Di cifre non si era però finora parlato. E lo stesso vale per il rincaro sul primo sistema, che da 2 potrebbe arrivare a 6 miliardi, a seconda di quel che decidono Stati Uniti e Germania. La Germania è infatti riuscita a mettere le mani su unità di fuoco destinate alla Svizzera. La versione svizzera è però un po’ differente dagli standard tedeschi. E qualcosa magari ci verrà riceduto secondo i tempi previsti.
Come detto, 11 miliardi è quanto potrebbe costare l’intero sistema anti-missili a lunga gittata. E questo è l’ordine di grandezza che spiega la richiesta di aumento dell’IVA per finanziare i futuri armamenti. Ma dobbiamo ricordare che per la difesa dei cieli svizzeri il programma Air 2030 prevedeva spese per 8 miliardi: 6 miliardi per i caccia F-35 su cui avevamo votato (la cifra è tra l’altro già stata superata) e 2 miliardi per la difesa terra aria Patriot. Ebbene, se già gli aerei erano considerati carissimi, la difesa terra-aria a lunga gittata verrebbe a costare ancora di più. E se aggiungiamo i previsti acquisti per le unità a corto-medio raggio arriviamo a ben 17 miliardi. Con una differenza fondamentale però: se gli F-35 erano contestati, non solo per il prezzo ma anche per le loro sovraccapacità, la difesa a terra aria è ritenuta indispensabile da tutti. Questo per il fatto che, in caso d’attacco, in questo momento la Svizzera non avrebbe praticamente nulla per difendersi.









