L’aumento dell’IVA per destinare maggiori fondi agli armamenti dell’esercito dovrà essere di 0,5 punti e non di 0,8, rinunciando a toccare l’aliquota ridotta che si applica a derrate alimentari e medicinali, ma per un periodo di 12 anni invece di 10: il Consiglio federale reagisce così alle resistenze incontrate dalla precedente proposta, sulla quale la procedura di consultazione è giunta alla conclusione il 30 maggio. Il supplemento per i servizi ai quali si applica il tasso speciale sarebbe dello 0,3%.
Secondo il Governo, la maggioranza dei partecipanti riconosce la necessità di aumentare le capacità di difesa. E la costituzione di un fondo per gli armamenti in grado di contrarre debiti e velocizzare i pagamenti, assorbendo i picchi nei pagamenti, è ampiamente incontestata. Dei partiti di Governo, tuttavia, solo il Centro del capo del Dipartimento della difesa Martin Pfister si era detto possibilista sulla strada che passa da un ritocco dell’Imposta sul valore aggiunte. UDC e PLR vi si erano in particolare opposti. Riducendo l’incremento e alleggerendo così l’aggravio sulla popolazione, il Consiglio federale spera di ampliare la base a sostegno della proposta, la cui applicazione dovrà obbligatoriamente passare per le urne.
Contemporaneamente, il Governo afferma che l’obiettivo di portare le spese per la difesa all’1% del PIL non sarà finanziato con questo strumento, grazie alle previsioni più favorevoli per i conti della Confederazione. Il bilancio federale ordinario coprirà anche gli aumenti del fabbisogno degli uffici federali civili con compiti di sicurezza.

Un lanciatore del sistema Patriot a Emmen nel 2022
Riprendono i pagamenti per i Patriot
In relazione all’armamento, il Governo ha preso mercoledì anche altre decisioni: “vengono ripresi i pagamenti per il sistema Patriot, per portare avanti il progetto con il minor ritardo possibile e con i minori costi aggiuntivi possibili. Ciò serve inoltre a non compromettere altri progetti di acquisto provenienti dagli Stati Uniti”, secondo quanto si legge in un comunicato. Visto il ritardo nella fornitura dovuto alla priorità che Washington ha dato all’Ucraina, tuttavia, verranno avviate trattative con produttori francesi, israeliani e sudcoreani per un secondo sistema “al fine di rafforzare rapidamente la protezione dagli attacchi a distanza”.











