Le persone incarcerate o internate abusivamente su decisione delle autorità amministrative, una misura applicata fino al 1981, saranno riabilitate e potranno accedere agli atti che li riguardano. Così ha stabilito il Consiglio nazionale, che con 142 voti contro 45 (per la maggior parte deputati dell’UDC) ha varato mercoledì una legge ad hoc, nella quale è previsto uno studio scientifico sul fenomeno. Escluso invece, almeno per il momento, un fondo per i risarcimenti.
A finire in penitenziari o istituti educativi erano soprattutto giovani, ha ricordato il relatore commissionale, il liberale-radicale argoviese Andrea Caroni. I motivi addotti dalle autorità tutorie erano “la condotta dissoluta, la sregolatezza o l’alcolismo”. Non c’erano procedure giudiziarie e gli interessati non potevano chiedere il riesame del provvedimento. La conseguenza era l’emarginazione di molti individui che in realtà non avevano commesso alcun reato.“Questa pagina nera della storia Svizzera non deve ripetersi”, ha rincarato la dose la socialista friburghese Ursula Schneider Schüttel.
La Confederazione aveva già chiesto scusa per bocca di Eveline Widmer-Schlumpf a Hindelbank nel 2010. In aprile, Simonetta Sommaruga aveva poi esteso la richiesta di perdono anche alle vittime del collocamento di orfani e bambini poveri in famiglie di accoglienza, che spesso li sfruttavano e maltrattavano.
ATS/pon
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RG 18.30 - Il servizio di Paola Latorre
RSI Info 04.12.2013, 18:44






