VOTAZIONI FEDERALI

Iniziativa UDC verso un “no”, testa a testa sul servizio civile

Gli esiti del secondo sondaggio SSR in vista dell’appuntamento alle urne del 14 giugno

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Più di 19'000 aventi diritto hanno contribuito all'elaborazione di questo secondo rilevamento

Più di 19'000 aventi diritto hanno contribuito all'elaborazione di questo secondo rilevamento

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Di: Alex Ricordi 

A delinearsi sono un “no” e una situazione di stallo. È quanto mostrano i risultati del 2° sondaggio elaborato dall’istituto demoscopico gfs.bern, su mandato della SSR, circa i due temi legati alle votazioni federali del 14 giugno. Il rilevamento, realizzato a fine maggio, si basa sulle opinioni espresse da più di 19’000 aventi diritto di tutte le regioni linguistiche del Paese.

Il quadro complessivo delle tendenze indica ora una lieve prevalenza di pareri negativi sull’iniziativa UDC per la sostenibilità. Quanto alla modifica della legge sul servizio civile, la situazione è attualmente assimilabile ad un testa a testa fra favorevoli e contrari.

Iniziativa: consensi più diffusi nella Svizzera italiana

Sul primo oggetto in votazione va inquadrato, anzitutto, un significativo mutamento di tendenze rispetto a quanto era emerso dal primo sondaggio, realizzato fra aprile e maggio: le opinioni di segno contrario, infatti, sono cresciute nella misura di 5 punti percentuali e si attestano così al 52%.

Solo il 3% degli interpellati manifesta ancora indecisione, mentre è ben l’87% ad aver già maturato salde intenzioni di voto a favore o contro l’iniziativa dell’UDC: indice, questo, di un livello ben avanzato di formazione delle opinioni.

Sul piano regionale il discorso si fa però più articolato. E a spiccare è una crescita delle posizioni favorevoli proprio nella Svizzera italiana, dove ora raggiungono la soglia del 50%. Un’identica quota, ma di segno contrario, si rileva nella Svizzera tedesca, mentre è in Romandia che si rileva la percentuale più elevata (61%) di pareri negativi.

A livello politico il testo continua a incassare un autentico pieno di consensi fra i sostenitori dell’UDC, la formazione che lo ha lanciato. Ma fra i simpatizzanti degli altri maggiori partiti le opinioni contrarie sono in crescita e prevalenti. Segnatamente nell’area di centro si constata un netto spostamento delle intenzioni di voto verso il “no”.

Se nelle aree rurali si consolida una maggioranza a favore dell’iniziativa, è in quelle urbane che si constata una maggiore avversione al progetto (+4 punti percentuali) rispetto al dato di un mese fa. I pareri negativi crescono anche nelle regioni intermedie, dove però il testo mostra di avere ancora la capacità di ottenere una maggioranza.

A trainare maggiormente l’iniziativa, rileva l’analisi dei risultati, è la percezione che le infrastrutture nei settori dell’edilizia abitativa, dei trasporti, delle scuole e degli ospedali siano sempre più sovraccaricate a causa della crescita demografica. Il campo dei contrari può invece soprattutto far leva sui rischi per i rapporti bilaterali con l’UE e sulla dipendenza dall’immigrazione per coprire le necessità di manodopera qualificata.

Servizio civile: modifica di legge nell’impasse

Cambiamenti di rilievo, rispetto a quanto risultava un mese fa, si riscontrano anche per le intenzioni di voto legate al secondo oggetto sottoposto al popolo. I consensi alla revisione della legge sul servizio civile sono infatti scesi dal 52% al 48%. Guadagnano così terreno i pareri contrari che, grazie ad una progressione di 6 punti, sono ora espressi dal 46% degli interpellati.

Le opinioni di segno negativo crescono in tutte le regioni linguistiche e in particolare nella Svizzera francofona, dove hanno ora una maggioranza del 51%. Ne deriva una situazione di impasse, che sotto un certo profilo è anche singolare. L’analisi delle tendenze mostra infatti un calo del tasso d’approvazione fra gli interpellati che esprimono fiducia nel Governo. Eppure, sul fronte di coloro che non si fidano dell’Esecutivo, i pareri favorevoli mantengono una maggioranza. Un dato certamente atipico, per un progetto emanato dallo stesso Consiglio federale.

Comparando i risultati di questo sondaggio con quelli del precedente, emerge la maggiore decisione con cui il progetto viene respinto dai simpatizzanti dell’area di sinistra. Una maggioranza piuttosto consistente di pareri negativi è quindi riscontrabile anche nella base dei Verdi liberali. I favori per la revisione sono invece sempre nettamente preponderanti fra i sostenitori dell’UDC e del PLR.

Sul piano delle argomentazioni, risulta ampiamente condivisa quella secondo cui vanno garantiti a lungo termine sia gli effettivi, che la capacità operativa dell’esercito. A sostenere invece i “no” è, in particolare, il timore di un effetto dissuasivo sul servizio civile, che porterebbe alla scomparsa di importanti prestazioni per la società.

Verso una partecipazione superiore alla media

Infine è il 54% degli interpellati ad affermare che parteciperà sicuramente al voto. Un dato che fa segnare un incremento di 4 punti rispetto al precedente sondaggio e che si colloca ad un livello ben superiore alla media di lungo periodo (47,1%) registrata fra il 2011 e il 2024. Nel raffronto regionale, tuttavia, la Svizzera italiana fa attualmente registrare la percentuale meno elevata.

Tutto lascia comunque prevedere una partecipazione superiore alla media. Entrambi i temi, come attesta il dato complessivo, stanno infatti mobilitando ampi segmenti della popolazione.

Modalità di realizzazione

Il sondaggio è stato effettuato sulla base delle opinioni raccolte dall’istituto gfs.bern attraverso interviste telefoniche e pagine allestite sui portali d’informazione della SSR. Il margine d’errore statistico, per eccesso o per difetto, è di 2,8 punti percentuali.

01:23

Notiziario 06.00 del 3.06.2026 Il servizio di Alan Crameri

RSI Info 03.06.2026, 06:06

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