Circa 200 personalità del mondo politico ed economico si sono occupate oggi, lunedì, a Neuchâtel delle condizioni quadro necessarie affinché la Svizzera resti numero uno mondiale dell'innovazione. L'accettazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa crea grandi incertezze.
Organizzato dall'università nel nuovo edificio Microcity del Politecnico federale di Losanna (PFL), l’evento ha potuto contare sulla presenza del consigliere federale Johann Schneider-Ammann. «È facile arrivare in cima. È molto più duro rimanerci», ha dichiarato nel corso del suo intervento durante il quale ha anche sottolineato che non esiste una «ricetta del successo», ma fattori che vi contribuiscono tra cui la formazione e la ricerca.
Per Schneider-Ammann, «non c'è motivo di farsi prendere dal panico» dopo il voto del 9 febbraio, in quanto la Svizzera continuerà il dialogo e troverà le migliori soluzioni possibili. Patrick Aebischer, presidente del PFL, è molto meno fiducioso. «È un disastro», ha dichiarato.
Per Aebischer, il vero problema è quello dei contingenti. «Se si ottengono solo 20 posti per post-dottorati si è morti. La ricerca deve essere fatta con i migliori scienziati», da ovunque essi arrivino. Attualmente l'80% di coloro che sono impegnati in postdoc vengono dall'estero, ossia circa 1000 persone
Ats/sp





